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La Villa di Nerone a Subiaco

Info 07748161 Fax 0774822370 info@comune.subiaco.rm.it [caption id="attachment_3523" align="alignleft" width="150" caption="Resti della Villa di Nerone"][/caption]

I resti della Villa di Nerone si trovano a pochi chilometri dal centro di Subiaco, lungo la strada che conduce ai Monasteri. Esempio eloquente di villa romana, la struttura sorgeva intorno ai tre laghi artificiali ottenuti sbarrando, con un monumentale ponte-diga marmoreo, l'alto corso del fiume Aniene ai piedi dei monti Simbruini.

Un'opera idraulica importante, quanto lo fu la realizzazione - in funzione della villa - della Via Sublacense. I padiglioni, collegati secondo un itinerario ascensionale, consentivano di ammirare il panorama da diverse prospettive.

Località eletta da Nerone come luogo di riposo, fu utilizzato anche dopo l'età neroniana, almeno fino al III secolo d.C.

L'acqua di uno dei laghi artificiali fu utilizzata da Traiano per alimentare l'acquedotto dell'Anio Novus prolungato fino a qui rispetto alla collocazione originaria, che si trovava dieci chilometri più a valle.

San Benedetto, nel XVI secolo d.C., eresse sulle rovine di uno dei corpi della villa il monastero di San Clemente, che fu il primo dei tredici monasteri da lui voluti nell'area del sublacense.

Nel corso degli anni, il complesso definitivamente abbandonato divenne cava da materiale da costruzione. Gli specchi d'acqua della villa, i tre laghi artificiali voluti dall'imperatore, ridotti a due nel periodo medievale, scomparirono nel 1305 a causa di una piena del fiume Aniene che provocò il crollo della diga.

[caption id="attachment_3524" align="alignleft" width="150" caption="Ritratto dell'Imperatore Nerone, di Bernardino Campi"][/caption]

Nerone (lat. Nero Claudius Caesar Drusus Germanicus), imperatore romano Anzio 37 - Roma 68. Discendente di Augusto. Nel 50 fu adottato dall'imperatore Claudio del quale sposò la figlia Ottavia. Dopo la morte di Claudio divenne imperatore a soli diciassette anni. Nei primi tempi Nerone improntò i suoi atti di governo a moderazione concedendo alleggerimenti fiscali e promovendo controlli dell'operato dei governatori provinciali. Indotto dai suoi consiglieri, allontanò gradualmente dalle cose di governo l'invadente madre (Agrippina), ma quando costei si volse a Britannico, Nerone lo fece uccidere nel 55. Le vittorie in Armenia rafforzarono la sua posizione. Nel 59 fece assassinare la madre, esiliò Ottavia e subito dopo la eliminò per sposarsi con Poppea. Nel 62 Nerone governò con una politica personale, assecondato dalla stessa Poppea: mirava a distogliere i Romani dai rozzi ludi gladiatori volgendoli invece a svaghi più umani con feste , spettacoli, nei quali si esibiva lui stesso come cantante o citaredo, obbligando quelli del seguito a fare altrettanto con scandalo dei tradizionalisti. Si venne così a creare uno stato di tensione tra lui e l'aristocrazia, che portò al ripristino della legge di lesa maestà. Del grande incendio divampato a Roma nel 64, per sviare i sospetti attizzati dalla propaganda avversaria, accusò autori i cristiani che, detestati dalla gente, furono oggetto della prima persecuzione. L'incendio offrì l'occasione a Nerone di intraprendere una grandiosa opera di ricostruzione della città sulla base di più razionali criteri urbanistici. Preso ormai da mania di grandezza , si costruì sull'Esquilino un sontuoso palazzo, la Domus Aurea. Le grandi spese che ne seguirono misero in difficoltà l'erario e Nerone fu costretto a svalutare il denario e iniziò a confiscare i patrimoni degli avversari. Nel 66 morì Poppea, forse per un calcio da lui datole e sposò Statilia Messalina. Per i numerosi delitti avvenuti successivamente, l'opinione pubblica ormai era contro Nerone. Tradito dal prefetto del pretorio Ninfidio, Nerone fu proclamato dal Senato nemico pubblico: costretto a rifugiarsi in una villa suburbana, vi si fece uccidere da Epafrodito, suo liberto, esclamando la famosa frase "quale artista perisce con me".


ultimo aggiornamento di Giovedì 12 Gennaio 2012 09:31
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