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La Villa di Orazio a Licenza

Via Licinese Info  0639967900 Orari  08.30-14.00 Giorno di chiusura: lunedì

Lungo la strada Licinese, prima di arrivare a Licenza, si trovano i resti della villa che Mecenate, uomo colto e amante dell'arte, donò nel 33 a.C. al sommo poeta e amico, Quinto Orazio Flacco.

[caption id="attachment_3516" align="alignleft" width="150" caption="Villa di Q.Orazio Flacco"][/caption]

La villa si estendeva per quaranta ettari, che comprendevano un bosco, un terreno destinato al pascolo, frutteti e oliveti.

La struttura della villa vera e propria, in base agli studi condotti e agli scavi effettuati, può essere suddivisa in tre parti.

un quadriportico d'ingresso a sud, incentrato intorno al giardino interno

l'abitazione principale a nord, che si svolge attorno al primo dei due cortili,

un complesso termale a ovest sul quale, nel Medioevo, si insediò un monastero che in parte cambiò l'assetto di questa ala della villa.

La villa era anche dotata di un vivarium destinato all'allevamento dei pesci.

Oggi restano le mura perimetrali degli ambienti, parte del pavimento a mosaico e le terme.

I reperti di epoca classica e medioevale sono custoditi nel museo Oraziano, nel cuore di Licenza.

  [caption id="attachment_3506" align="alignleft" width="150" caption="Quinto Orazio Flacco - Ritratto di Giacomo Di Chirico"][/caption]

Quinto Orazio Flacco (lat. Quintus Horatius Flaccus) poeta latino Venosa 65 a.C. - Roma 8 a.C. Fu educato a Roma per desiderio del padre che volle fargli seguire le scuole frequentate dai ricchi. A vent'anni andò ad Atene per completare la sua educazione con studi di filosofia. Con l'uccisione di Cesare e la fuga in Grecia di Bruto, Orazio si schierò dalla sua parte e col grado di tribuno militare partecipò alla battaglia di Filippi (42 a.C.) contro Ottaviano e Antonio rimanendo travolto dalla disfatta. Solo quando fu concessa l'amnistia poté tornare a Roma (forse 39 a.C.) dove intanto il padre era morto e le poche terre erano state confiscate. Si adattò a fare lo scrivano presso un questore e le ristrettezze economiche lo spinsero a poetare. Scrisse delle satire e si accostò alla filosofia epicurea (filosofia di Epicuro); entrò in contatto con Virgilio e Vario e fu introdotto da loro presso Mecenate (38 a.C.), di cui divenne a poco a poco intimo amico. Da Mecenate ebbe anche in dono una villa nella campagna sabina. Si appagava così il suo sogno di libertà, di indipendenza e di quiete; là, non molto lontano dalla capitale, che continuava a frequentare, visse la maggior parte del tempo. Verso il 35 pubblicava il primo libro delle Satire; nel 30 usciva il secondo e iniziava la composizione, del tutto diversa, delle Odi. Nel 23 venivano pubblicati i primi tre libri di questi carmi lirici; poi il poeta tornava ai metri e in parte ai temi delle Satire con un libro di Epistole, compiuto verso il 20. Nel 17, celebrandosi i giochi secolari, Orazio fu incaricato da Augusto di comporre l'inno ufficiale (Carmen saeculare); seguiva un quarto libro di odi e un secondo di epistole. Morì pochi mesi dopo Mecenate, e accanto a Mecenate fu sepolto sull'Esquilino.


ultimo aggiornamento di Giovedì 05 Aprile 2012 10:27
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