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Sub Delega Forestale: si è parlato in Comunità Montana

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Mercoledì 04 Maggio 2016

Luciano Romanzi Presidente XCMA durante il suo  interventoLe problematiche del settore forestale, in vista anche delle nuove situazioni che si sono venute a creare, sono state affrontate alcuni giorni fa presso la sede istituzionale della X Comunità Montana a Madonna della Pace Comune di Agosta, alla presenza del Presidente della Comunità Montana dell'Aniene, Luciano Romanzi, del dott. Marco Alimonti, agronomo e dirigente dell'area tecnica dell'Ente e del consigliere regionale dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali del Lazio, dott. Roberto Fagioli

Un incontro promosso per discutere delle attuali normative giudicate dagli esperti del settore troppo restrittive e lacunose, per tale ragione giudicate negative per un settore economico ancora strategico, soprattutto in regioni come il Lazio, qual'è la selvicoltura, soprattutto alla luce del quadro normativo creatosi dopo l'entrata in vigore della Legge Regionale 39/2002 con successiva nota 530528 del 6 ottobre 2015 che sub-delega de facto la competenza delle autorizzazioni agli usi forestali per superfici superiori ai tre ettari, fino ad ora gestita direttamente dalle comunità montane, alla Città Metropolitana di Roma (ex Provincia).

La Comunità Montana dell'Aniene che sin dal 2007 si era predisposta di un ufficio forestale che gestiva in maniera snella ed efficiente il suo compito sugli oltre 38 mila ettari di superficie boschiva presenti nel territorio di sua competenza, ora si trova privata di queste competenze, passate alla Città Metropolitana, con notevoli criticità insorte, quali l'aumento del carico di lavoro per gli uffici dell'ex Provincia di Roma, che ora dovranno sobbarcarsi il lavoro su un vastissimo territorio comprendente tutti i 121 comuni della Città Metropolitana, che non è stato sub-delegato alla comunità montane, nonostante la richiesta fatta con delibera n°58 dello scorso 16 ottobre dalla Comunità Montana dell'Aniene di ottenerla, come previsto dalla nota 530528 del 6 ottobre 2015 di Area Sistemi Naturali della Regione Lazio. Questo comporterà anche un aumento dei tempi medi di rilascio, visto che l'ufficio preposto ai rilasci è composto da sole quattro unità, ed un conseguente disorientamento degli operatori di settore con ricaduta negativa sull'economia dell'intero settore.

'Veniamo da dieci anni di normativa schizofrenica riguardante il settore forestale; noi come forestali abbiamo cercato in tutti i modi di far mettere le mani sul regolamento e alla normativa che ormai è abbastanza matura, nel senso che si può agire velocemente su quegli articoli o su quei commi su cui discutiamo e litighiamo con gli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni ormai da dieci anni. La normativa va sistemata, ma va sistemato ancor di più il procedimento amministrativo, nei suoi vari passaggi che riguardano gli uffici regionali, dell'ex Provincia di Roma, le Comunità Montane e i Comuni. [...] Il settore forestale è abbandonato agli uffici, ai funzionari, viene data ad essi potenza autorizzativa, istruttoria e decisionale alle Provincie o ex Provincie se vogliamo, con funzionari che hanno il 100% del potere decisionale! Secondo noi, sono maturi i tempi per fare una massa critica e battere duro in Regione e farci sentire, perché questo settore rischia di collassare. Quest'anno non sono state più rilasciate dalla Comunità dell'Aniene e da quella dei Castelli Romani, decine e decine di autorizzazioni, con pratiche ed istruttorie già aperte e lasciate in sospeso per via della revoca da parte della Regione che ha deciso che questo sia competenza della Città Metropolitana, che non ha strumenti a sufficienza per svolgere questo lavoro, e spesso non hanno neanche le competenze necessarie, in quanto hanno un'idea della gestione del bosco del tutto lontana dalla realtà'- ha avuto modo di dire il dott. Roberto Fagioli consigliere regionale dell'Ordine.

'In questi anni di lavoro, abbiamo creato un sistema di relazioni che hanno fatto da punto di riferimento importante per gli operatori del settore, stabilendo contatti diretti con loro ed interagendo con realtà importanti presenti nel territorio come il Parco dei Monti Simbruini. Tanti sono stati in questi anni i piani di assestamento che siamo riusciti a fare, garantendo una ripresa delle attività di pianificazione e di utilizzazione dei boschi da parte dei Comuni e delle Università Agrarie presenti sul territorio, quella di Vivaro Romano e quella di Civitella di Licenza. Questo ha portato numerosi benefici: l'aumento di capacità di attrazione di fondi per la valorizzazione delle foreste, una capacità di autogoverno del territorio e tempi rapidi per il rilascio della autorizzazioni'- ha sottolineato Marco Alimonti, che ha anche avuto modo di dire:'Purtroppo questo grande lavoro svolto che ha anche contribuito a portare una nuova concezione del bosco come risorsa importante per i Comuni, viene ora messa in discussione con gli ultimi provvedimenti.[...]le comunità montane sono state prima sub-delegate alla Città Metropolitana e di conseguenza sollevate da queste competenze, in quanto abbiamo richiesto la sub-delega, non ci hanno mai risposto fino ad oggi, e oggi, veniamo a sapere da un'incontro organizzato dalla consigliera Califano, delegata alle politiche ambientali, che non ci verrà concessa la sub-delega e questa competenza sarà esclusivamente data alla Città Metropolitana. Tengo comunque a dire come tutti i Presidenti delle Comunità Montane erano stati invitati a questo incontro, ma come invece il solo Presidente Luciano Romanzi sia stato presente. Se ci fosse stata la presenza di tutte le Comunità Montane, sicuramente si sarebbe creata una massa critica che avrebbe consentito comunque una possibilità di proseguire il dialogo. L'assenza dei Presidenti, eccezion fatta per il Presidente Romanzi, ha determinato la chiusura di qualsiasi spiraglio di trattativa.'

Va detto come il Presidente Luciano Romanzi è giunto a convegno inoltrato, proprio perché impegnato nell'incontro con la consigliera delegata alle Politiche Ambientali della Città Metropolitana, Michela Califano. Ed è intervenuto sugli ultimi sviluppi che hanno portato quindi alla non attribuzione della delega come richiesta da delibera n°58  del 16 ottobre 2015 alle comunità montane per i rilasci delle autorizzazioni di utilizzazioni forestali.

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