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set 29 2017

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Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, approvata la legge in via definitiva al Senato

Romanzi: ”Si va finalmente nella direzione giusta, vengono ascoltate le istanze che da tempo, sindaci ed amministratori locali chiedevano fossero recepite al fine di dare una speranza a tanti comuni piccoli di montagna che ogni giorno debbono far fronte ad innumerevoli difficoltà.”

di Agenzia Eventi

vallepietra-1024x686Nella seduta di giovedì 28 settembre 2017, l’Assemblea del Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 2541 (già approvato dalla Camera, come testo unificato delle proposte di legge A.C. 65 e A.C. 2284) che contiene una serie di misure destinate ai piccoli comuni e disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici.

Il testo approvato contiene interventi in favore di comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti. I piccoli comuni beneficeranno, grazie a questa legge, dei finanziamenti concessi ai sensi dell’articolo 3 qualora rientrino in una delle tipologie elencate (tra le quali rileva il disagio insediativo, le unioni di comuni montani, i comuni rientranti nelle aree periferiche e ultraperiferiche come individuate nella Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne del Paese, ecc.). Le finalità generali delle varie misure attengono, tra l’altro, al sostegno dello sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale e culturale, alla promozione dell’equilibrio demografico, favorendo la residenza in tali comuni, alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico, nonché al sistema dei servizi essenziali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento (art. 1).

Si prevede l’istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per il finanziamento di investimenti per: l’ambiente e i beni culturali; la mitigazione del rischio idrogeologico; la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici; la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici; lo sviluppo economico e sociale; l’insediamento di nuove attività produttive.
Il Fondo ha una dotazione di 100 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023 (art. 3). Per gli anni 2017 e 2018, nel Fondo confluiscono altresì le risorse per la progettazione e la realizzazione di itinerari turistici a piedi, denominati «cammini», di cui all’art. 1, comma 640, secondo periodo, della legge 28 dicembre 2015, n. 208. Ai fini dell’utilizzo delle suddette risorse, si prevede la predisposizione di un Piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni e un elenco di interventi prioritari assicurati dal Piano nazionale. Tra gli interventi inclusi per attingere alle risorse, ovviamente c’è Il recupero e la riqualificazione dei centri storici, ma anche la riqualificazione di immobili per contrastare l’abbandono di terreni e di edifici dismessi o degradati, la realizzazione di reti per la connessione veloce e ultraveloce, interventi per favorire le imprese locali e potenziamento dei servizi.

La nuova legge stabilisce inoltre che i piccoli comuni, anche in forma associata e anche attraverso apposite convenzioni con i concessionari dei servizi, possono istituire centri multifunzionali in cui concentrare la fornitura di una pluralità di servizi per i cittadini (in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e di sicurezza), nonché lo svolgimento di attività di volontariato e di associazionismo culturale (art. 2).

Grande soddisfazione è stata espressa in merito all’approvazione definitiva del ddl, è stata espressa dal Presidente della X Comunità Montana Luciano Romanzi, che ha dichiarato quanto segue:

“Mi sembra che finalmente si vada nella direzione giusta, il Parlamento ha accolto quelli che sono i sentimenti dei piccolissimi comuni. Sindaci ed Amministratori locali, con questa legge possono ancora  svolgere un ruolo importante nei territori che sono stati interessati da questa legge. E’ importante sottolineare che, anche se non sono tantissime le risorse, 100 milioni in tutto per gli anni dal 2017 al 2023 e i comuni sono parecchi, i benefici per le comunità si vedranno comunque, anche perché a questi 100 milioni si aggiungono 50 milioni ulteriori per le attività di impresa. La cosa imporante credo è che noi dobbiamo rivolgerci con attenzione alle imprese che insistono su questi territorio. Dobbiamo aiutarle a resistere. Bene ha fatto il Senato e in questi ultimi mesi la Camera che aveva approvato il ddl in precedenza, a venire incontro a tutte queste istanze.”

Romanzi si sofferma anche sugli interventi necessari che con questa legge si potranno fare per la tutela e la salvaguardia di un territorio fragile come quello appenninico, sul quale si trovano ad insistere la stragrande maggioranza dei piccoli borghi italiani, costretti a convivere con le problematiche legate ad eventi sismici, fragilità del territorio, eventi climatici, su questo Romanzi dice:

“Nel testo si può leggere che si parla anche di dissesto idrogeologico, quindi una grande attenzione a questo tema. Io penso ora che comuni come Cervara di Roma, Vivaro Romano, Vallinfreda, Percile, Roccagiovine, Saracinesco, Rocca Canterano, Canterano, Jenne, Vallepietra, Camerata Nuova e tutti gli altri ora potranno guardare con più fiducia il futuro. Insieme tutti possiamo aiutare questi comuni a resistere e a dare pari dignità di questi abitanti ad altri di centri maggiori o meglio serviti. Possiamo aiutarli per contribuendo alla sicurezza del loro territorio, ma anche a migliorare i rapporti con il mondo esterno. Il wi-fi, la banda larga, noi abbiamo fatto il nostro per svilupparlo mediante l’ausilio di antenne, superando immani difficoltà. Ma ora si potrà con più facilità garantire il miglioramento di questo ed altri servizi. Secondo questo ddl, per esempio si afferma il principio che bisogna creare i presupposti affinché la banda larga arrivi prima in questi piccoli comuni.”

Nel testo si fa riferimento anche al potenziamento dei servizi, in maniera particolare servizi postali e trasporti. In passato un problema di chiusura parziale degli uffici postali è stato terreno duro di scontro tra gli amministratori della Valle Aniene e i vertici di Poste Italiane, per non parlare dei tagli al trasporto pubblico. Su questo tema ecco cosa sostiene il Presidente Romanzi:

“Dopo anni che si è pensato solo a tagliare, la tendenza è quella finalmente non di tagliare ma di potenziare i servizi. C’è un’inversione di rotta e più attenzione a queste nostre realtà. Io penso che si deve andare anche verso una diminuzione dell’IRAP per le imprese che vogliono continuare ad investire e a mantenere vivi questi piccoli borghi. Che si deve intervenire sugli aumenti della rete autostradale, che penalizza molto queste zone.”

A conclusione Romanzi ci tiene a ringraziare i relatori di questo ddl, l’on. Ermete Realacci, ma soprattutto l’on. Enrico Borghi, presidente dell’ Uncem :”A Borghi va particolarmente il mio plauso per aver fatto una legge con competenza, frutto della sua maturata conoscenza della realtà delle comunità montane, essendo egli ai vertici dell’Uncem da molto tempo, e soprattutto per aver lavorato a strettissimo contatto, in questi quattro anni con noi amministratori locali per comprendere appieno le problematiche e le complessità di ciascun territorio montano.”

 

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Sonia

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