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Vivaro Romano

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Veduta di Vivaro Romano

Nella zona circostante il paese originariamente vi abitarono gli Equi a partire dal 229 a.C. In seguito, l’insediamento degli Equi divenne, dopo la Guerra sociale colonia romana con tanto di allevamenti animali per l’alimentazione e sacrifici. Il nome deriva da Vivarium, che significa vivaio. Dopo le invasioni barbariche Vivaro divenne parte del longobardo Ducato di Spoleto. Indi appartenne (nei secoli X e XI) all’Abbazia di Farfa, possedimento confermato dall’imperatore Enrico VI nel 1118. Durante il feudalesimo il paese fece parte di diverse signorie, tra cui la principale è quella degli Orsini. I Francesi, nel 1799, distrussero il castello.

Popolazione: 191 abitanti (vivaresi)
Altitudine: 757 m s.l.m.
Distanza da Roma: 73 Km
Comuni limitrofi: Carsoli (AQ), Oricola (AQ), Orvinio (RI), Pozzaglia Sabina (RI), Turania (RI), Vallinfreda.
Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774.923012; Pro Loco 347/6254716 www.vivaroromano.com  proloco@vivaroromano.com

DA VISITARE

Ruderi del Castello

I ruderi del castello. Il Castello di Vivaro Romano nell’anno 1012 era feudo dell’Abbazia di Santa Maria in Farfa.
Nel 1440 divenne proprietà degli Orsini i quali costruirono un nuovo e più solido castello che per cinquecento anni sfidò gli assalti degli eserciti. Nel 1609 il papa Paolo V Borghese l’acquistò per il nipote Marco Antonio.¦lt;br /> Il Castello è visitabile previa prenotazione chiamando il Comune di Vivaro Romano

Chiesa di San Biagio

La chiesa parrocchiale di San Biagio. La parrocchiale neogotica di San Biagio a Vivaro Romano, con interno a tre navate, custodisce entro un ‘edicola lignea un affresco staccato del XII secolo, di provenienza orientale, raffigurante Maria Santissima Illuminata, ora completamente ristrutturato. In fondo alle tre navate ci sono tre bei trittici.
L’attuale chiesa parrocchiale fu eretta nella metà del XVII sec. sull’area della precedente chiesa ormai fatiscente ed insufficiente per una popolazione di più di mille abitanti agli albori del secolo. La parrocchiale venne consacrata il 5 agosto 1910, giorno della festa patronale di Maria SS. Illuminata. Fu dono del vivarese Cardinale Angelo di Pietro che ne affidò la costruzione e la decorazione ai migliori artisti del tempo: l’ing. Costantino Sneider, architetto dei sacri palazzi apostolici, e i pittori Silvio Galimberti ed Eugenio Cisterna.
L’edificio comprende un corpo centrale e due laterali arretrati rispetto alla facciata e più bassi, corrispondenti alle navate del tempio, ciascuna col corrispettivo ingresso frontale. Richiama lo stile senese-pisano nell’interno, originariamente decorato a larghe fasce bianche e nere.

Santuario di Santa Maria Illuminata

Il Santuario di Santa Maria Illuminata. Sorge sul Colle di Santa Maria, a 3 km dal paese. La fondazione è incerta, forse è da ricercare nel XIII sec. dato che il santuario viene citato per la 1ª volta nel 1282 in una bolla di Urbano VI. L’edificazione di tale santuario è da ascrivere al culto della sacra immagine della Madonna conservato all’interno dell’edificio. Il nome di Illuminata fu aggiunto in seguito alla leggenda locale che narra che un fascio di luce portò al luogo dove si trovava l’immagine della Madonna che, ora, è nella chiesa. A ricordo di tale evento, nella notte tra il 4 agosto ed il 5 agosto si tiene la processione con le fiaccole e le torce che dal Santuario di S. Maria, a tre chilometri da Vivaro, accompagna la Madonna in Paese. Le finestre lungo il tragitto vengono illuminate a festa ed a giorno. Nel 1952 il santuario fu restaurato. Il restauro riportò alla luce il dipinto della Madonna Illuminata originario, il quale sostituì, dopo il ritrovamento, la copia che era stata creata a scopo cautelativo contro il furto che purtroppo avvenne nel 1983.

Chiesa e monastero di San Giorgio

Chiesa di San Michele.

PRODOTTI TIPICI

Castagna, fagiolo cioncone, “petacce”(fettuccine di farro), polenta.

FESTE E SAGRE

17 gennaio – Festa Frasca. Ramo guarnito da prodotti della terra.

3 Febbraio – SAN BIAGIO. Patrono del paese.

Lunedì dopo la Santa Pasqua – “Cuculacchiu”. Pic nic sui prati.

4/5/6 agosto – Maria SS. Illuminata.

Agosto – Sagra delle “petacce”. Fettuccine di farro.

Agosto – Sagra del pesce fritto.

Agosto – Sagra degli gnocchi.

Ultima domenica di agosto – Fagiolo Cioncone.

In inverno – Sagra del polentone alla carbonara, condito con pancetta.

Novembre – Castagnata novembrina.

 

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