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Saracinesco

Veduta di Saracinesco

Un’iscrizione latina rinvenuta a Saracinesco, alla “Fontana”, è quanto resta di documentato sulle origini di questo piccolo paese. Venne descritta dal Brussa nel secolo scorso e pubblicata nel Corpus Inscriptionum Latinarum XXVII – 3494. Il frammento della tavola di travertino reca le seguenti iscrizioni: RVFA – L.F. ANI – PILO I SIBI – ET 1 10. L’epigrafe annovera il personaggio alla Tribù Aniense (ANI) risulta quindi importante dal punto di vista storico e geografico perché in base ai ritrovamenti, avvenuti in altre località, si può circoscriverne il territorio. Oltre questa iscrizione, che attesta l’avvenuta colonizzazione del territorio da parte dei Romani, non è possibile riscontrare altri elementi di rilievo. Lasciata la Tiburtina Valeria. dove il Giovenzano confluisce con l’Aniene, si percorre una tortuosa via che faticosamente risale le pendici del Monte Sainese. A quota superiore ai 900 metri appare improvvisamente Saracinesco il cui nucleo non evidenzia testimonianze notevoli. È possibile solo distinguere, nel punto più alto, un possente recinto di fortificazione oggi adibito a serbatoio idrico. Le casette che circondano questa rocca formano tortuose viuzze che. quasi a testimoniare remote vicende, mantengono ancora l’antica toponomastica del Regno d’Italia. È possibile constatare l’ubicazione strategica del paese che domina i due versanti su una posizione altamente difensiva. Oggi il piccolo centro non raggiunge il numero di 150 abitanti ed è uno dei più piccoli Comuni d’Italia.

Chiesa San Michele Arcangelo

Sulla facciata del Comune è scolpito a bassorilievo lo stemma del paese: un castello sovrastato da due teste di Saraceni che si distinguono per il tipico turbante orientale. Tradizioni e tardi documenti attribuiscono infatti la fondazione di questo castello, al pari di Ciciliano (Sicilianum), ad un gruppo di arabi ritiratisi sul monte dopo la sconfitta loro inflitta da Giovanni X e qui stabiliti con il consenso del pontefice. Alcuni storici avvalorano questi avvenimenti narrati evidenziando i tratti somatici degli abitanti o riscontrando fra di essi nomi di origine araba quali Almansor. Le incursioni dei Saraceni, nel Lazio, avvennero realmente con inizio sotto il pontificato di papa Gregorio IV (827-844); nei documenti vengono chiamati Agareni ed il primo atto autentico che li testimonia nel territorio è il privilegio di Leone VII dell’11 luglio 936. Il documento. concesso ad istanza di Alberigo Principe dei Romani, e reintegrativo dei precedenti privilegi del Monastero Sublacense bruciati dai Saraceni. In esso si attesta che: “In locum qui Sublacus dicitur Igne consumtus et ab agarenis gentibus dissolidatum fuit”. Sempre dai documenti del Regesto Sublacense si rilevano le prime notizie su Saracinesco.

Piazza Roma

Il Documento 10, del 21 luglio 1005, Privilegio di Papa Giovanni XVIII, con il quale si confermano i possedimenti dell’Abbazia, si nomina anche il “Monte in integro qui vocatur Serracinesco”, con tutte le adiacenze e pertinenze. Con il General Privilegio del settembre 1015, il papa Benedetto VIII, il “Monte Sarracenis” è confermato al Monastero. “Monte e Volubrum” risultano ancora di proprietà dell’Abbazia sublacense nel Documento 21, del 31 ottobre 1015, di papa Leone IX. Nella lapide dell’abate Umberto del 1052- 1053, murata sulla facciata della Chiesa di S.Scolastica, SARRACENISCUM figura tra i castelli soggetti al Monastero. Nel XII secolo Saracinesco passa invece in proprietà dei signori di Poli. Odone infatti, nel 1157, cedette in omaggio a papa Adriano IV i castelli di Anticoli, Poli, Faustiniano, Monte Mauro, Rocca de Nibli, SARACINESCO, Rocca de Surici e Castel Nuovo ricevendoli di nuovo in feudo, nello stesso anno, secondo la consueta forma di vassallaggio. Da Odone Saracinesco, insieme agli altri castelli, passò a Riccardo Conti seguendo alcune vicende legate a prestiti di denaro, pegni, donazioni e rivolte contro il pontefice. Dissidi che si composero nel 1204 con il riconoscimento dei castelli a Riccardo che ricevette l’investitura dal papa nel 1208.

Scorcio cittadino

Intorno alla metà del secolo XIII passò ai Corrado d’Antiochia. Enrico di Castiglia, senatore di Roma, nel 1267 prese come ostaggi alcuni capi dei guelfi romani, fra i quali Napoleone e Matteo Orsini fratelli del Cardinale Giovanni Gaetano (divenuto poi papa Nicolò III) e li inviò in custodia al castello di Saracinesco, da Corrado d’Antiochia. Quando Corrado militò a fianco di Corradino di Svevia, e dopo la disfatta di Tagliacozzo venne fatto prigioniero ad Astura nel 1268, riuscìad essere liberato in cambio degli ostaggi custoditi a Saracinesco. Lo stesso castello, preso da Carlo d’Angiò, servì da prigione a Margherita vedova di Galvano Lancia. Saracinesco passò in seguito ai Buoccamazi. Nel 1309 figura nel testamento del Cardinale Giovanni Buccamazi. In un codice testamentario del 27 gennaio 1327 viene annullato ogni lascito fatto a S. Paolo di metà del castello di Saracinesco. Il feudo in seguito tornò agli Antiochia: in una divisione del 1466 tra i figli di Potente d’Antiochia, Mattia e Giovanni, si assegna al primo Saracinesco, al secondo Sambuci. Il 4 aprile dello stesso anno Mattia d’Antiochia cedette Saracinesco alla Camera Apostolica in cambio di una pensione annua.

Viuzza

Il castello non passò comunque definitivamente alla Camera, infatti con istrumento Sabba Vannutius, del 20 gennaio 1507, Alessandro d’Antiochia donò Due porzioni di Saracinesco ad altri beni a Carlo d’Antiochia. In un atto del 1514 di Leone X, relativo ai tributi, figura sotto la giurisdizione degli Orsini. Nel 1536 Maddalena Mareri, erede degli Antiochia, vendette la sua spettanza di Saracinesco a Francesco Orsini, abate di Farfa. Nel 1560 Pio IV incluse il castello degli Orsini nel ducato di Bracciano. Francesco Orsini era però ancora debitore di somme del prezzo d’acquisto e Giacomo Mareri, nipote ed erede principale di Maddalena, lo rivendicò comprandolo dagli Orsini. Con atto notaio Tideo de Marchi del 9 dicembre 1588 lo vendette alla Camera Apostolica alla quale rimase per tutta la durata dello Stato Pontificio.

  • Popolazione: 164 abitanti (saracinescani)
  • Altitudine: 908 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 53 Km
  • Comuni limitrofi: Anticoli Corrado, Cerreto Laziale, Mandela, Rocca Canterano, Sambuci, Vicovaro.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774. 791004; Pro Loco 389/1127869 www.prolocodisaracinesco.it info@prolocodisaracinesco.it

 

DA VISITARE

Perimetro della Rocca Benedettina, secolo XI

Resti dell’acquedotto “Anio Novus”.

Chiesa di S. Michele Arcangelo (sec. XIII) con pregevoli affreschi del ’500.

Panoramica vetta del M. Costasole (1253) è meta di piacevoli itinerari. Recentemente è stato realizzato il percorso turistico attrezzato “La via dell’arte”.

 

PRODOTTI TIPICI

“Sagne”con fagioli e polenta con le “ciammaruche” (lumache).

 

FESTE E SAGRE

Metà Agosto: Corteo rievocativo dello storico passaggio di Corradino di Svevia a Saracinesco. Per l’occasione viene allestitio uno spaccato di vita medievale a corte: musica, poesie, giochi e piatti tipici.

Ultima domenica di Agosto : Festa di San Michele Arcangelo; lunedì successivo si svolge la processione notturna della Vergine, con suggestiva fiaccolata.

Ultima domenica di Settembre: Sagra della polenta; l’evento si svolge nella piazza principale, dove è possibile gustare della polenta condita con il tradizionale sugo con salsicce e spuntature (costine o costarelle) di maiale. Spettacoli musicali allieteranno la sagra.

 

DOVE MANGIARE

RISTORO/BAR LA BAITA: loc. prato Francesco snc. Tel.: 0774/791017; cell.: 339/2504724.

LAGO DELLE ROSCELLE SRL, loc. Rosce snc. Tel.: 0774/791143.

RISTORANTE IL SARACENO, p.zza Galileo Ferraris. Tel.: 0774/791060. Riposi settimanali il martedì e giovedì.

 

DOVE DORMIRE

CASA VACANZA BORGO ANTICO DI LIVERANI SUSANNA ANTHEA, Via della Fortezza 1. Tel.: 06/8413485; 329/7346589. E’ sempre aperto.

 

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