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Roccagiovine

Veduta di Roccagiovine

Lungo la Via Licinese, prima di giungere a Licenza e Percile, una strada sulla sinistra risale faticosamente le falde del monte Marcone, sul versante orientale del massiccio del Gennaro. Il paese, adagiato lungo il corso del Fosso delle Canepine, appare all’improvviso con il suo caratteristico aspetto. Spicca il castello costruito sopra un dirupo, sovrastato dalla torre quadrata adorna di merli. Intorno ad esso una molteplice cerchia di case segue l’andamento del colle con un profilo irregolare. Tutto il versante che guarda la Valle del Licenza ha mantenuto intatto il suo aspetto medioevale; il paese ha infatti trovato la moderna espansione a monte, lasciando così inalterato il vecchio insediamento. Giunti alla piazza principale, la strada ridiscende e con breve percorso porta alla Villa di Orazio. Lungo questo itinerario s’incontra la Chiesa di S.Maria delle Case che un’antica tradizione vuole costruita sui ruderi del casaletto di Orazio. Questo piccolo paese, singolare per bellezza, svela le antiche origini proprio nella sua piazza caratterizzata da un’artistica fontana.

Fontana Piazza Vacuna

Sullo spigolo di uno dei tanti fabbricati che circoscrivono il largo è scritto Piazza Vacuna; sulla fontana, di fronte ad uno zampillo che invita ad assaporare la fresca acqua, è posta invece questa iscrizione: “Limpida sorgente che saluta i ruderi del tempio di Vacuna allieta l’abitazione di Roccagiovine”.Vacuna era un’antica dea italica di carattereagricolo, identificata da Varrone con Vittoria, da altri con Cerere o Diana. I Romani e soprattutto i Sabini la considerarono la divinità del riposo, dopo il lavoro dei campi. In suo onore, durante il mese di dicembre, erano celebrate delle feste delle Vacunalia. Ed è proprio a Roccagiovine che sorgeva un antico tempio, per onorare questa dea, ricordato da Orazio. Il massimo poeta latino. nella lettera diretta ad Aristio Fusco, cosi concludeva: “Haec tibi dictabam post fanum putre Vacunae, excepto quod non simul esses cetera laetus – Dettavo questa lettera per te al fresco, dietro il tempio diroccato di Vacuna; e tu solo mi mancavi a compiere la mia felicità -” (Epistularum – lib. I,X -II). Le notizie sull’ubicazione di questo tempio sono scarse. si può solo ipotizzare come individuazione l’area d’insediamento del castello Orsini,la Chiesa di S. Nicola o la piazza stessa dove sgorga la limpida ed abbondante sorgente. Il tempio, descritto diroccato da Orazio, venne comunque ricostruito da Vespasiano (69-79 d.C.).

Castello di Roccagiovine

L’imperatore era infatti nativo di Rieti, e come tutti i Sabini doveva essere particolarmente legato alla divinità ed a questi luoghi. Un’iscrizione rinvenuta nel secolo scorso, attualmente murata sulla facciata del castello di Roccagiovine, ricorda questi lavori: “Imp. Caesar. Vespasianus – aug Pontifex Maximus Trib – Potestatis Censor Aedem Victoriae – Vetustate Dilapsam sua Impensa – Restituit”. L’epigrafe latina conferma. sull’autorità di Varrone, l’identificazione della dea Vacuna con Vittoria. I numerosi reperti rinvenuti in più località; sarcofagi con iscrizioni in greco e latino, frammenti di statue, fistule plumbee, blocchi di marmo e laterizi. attestano che attorno al tempio si formò anche un aggregato urbano. Molto materiale venne abbondantemente riutilizzato per le costruzioni medioevali. Un bassorilievo raffigurante l’Autunno è stato addirittura usato come stipite in una finestra del castello Orsini. La colonna di granito, attualmente sormontata dalla croce con la data del 1655 scolpita dai sopravvissuti alla pestilenza, è sicuramente appartenente al tempio ricostruito da Vespasiano. Presenta infatti l’identico materiale e lo stile delle colonne rinvenute in Subiaco ed appartenenti alla Villa di Nerone. Vespasiano fu l’immediato successore di Nerone dopo il breve periodo di Galba Otone e Vitellio durato poco più di un anno. Anche i veri frammenti di statua rinvenuti sono forse appartenenti alla statua della dea. Dopo il periodo ciassico notizie e testimonianze sull’antico tempio di Vacuna si perdono.

La piazza di Roccagiovine e in alto il castello nel passato; il primo documento che nomina Roccagiovine attribuisce questa localita al Monastero di S. Cosimato in Vicovaro. Innocenzo III, con Bolla del 13 giugno 1212, confermò infatti al Monastero, insieme ad altri beni: “S. Angelo de Roccaiovene”. Gregorio IX. nel 1241, constatando la corruzione spirituale e temporale del convento di S. Cosimato, concesse tutti questi beni al Monastero dei SS. Sebastiano e Fabiano alle Catacombe in Roma. Nel 1351 Roccagiovine risulta in enfiteusi a Ottaviano de Rocca e Cola Buccamatii figlio di Andrea. Con istrumento del 12 maggio 1351 del notaro de Albericis i suddetti, con il consenso dell’Abate Duraguerra, vendono la loro spettanza del castello a Orso di Giacomo. Il castello passò quindi agli Orsini. Innocenzo XI, con chirografo del 28 aprile 1687, autorizzò Giulio Orsini a dare in cambio ai Borghese 1/3 di Roccagiovine per riscattare uno dei 2/3 di Licenza. Nella prima metà del XVIII sec. l’intero castello fu venduto dagli Orsini ai Nunez Sanchez. Nel 1720, da un atto riguardante la presa di possesso da parte di Donna Olimpia Orsini, Roccagiovine risulta ancora di proprietà degli Orsini. Nel 1824 il castello passò ai marchese Luigi del Gallo restando a questa famiglia fino ai tempi odierni. Sulla fontana del paese un’iscrizione richiama la famiglia del Gallo, mentre gli Orsini, oltre ad aver dato il nome al castello, sono particolarmente ricordati dalla popolazione per il dono del dipinto raffigurante la Madonna di Ronci, conservato nella Chiesa di S. Nicola. L’immagine, attribuita alla Scuola dei Perugino (XVI sec.). è venerata dagli abitanti come Madonna delle Grazie.

  • Popolazione: 272 abitanti (Roccatani)
  • Altitudine: 518 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 50 Km
  • Confina a nord con il territorio del comune di Licenza, ad est con Licenza e Mandela, a sud con Vicovaro, ad ovest con S.Polo dei Cavalieri.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774.498831; Pro Loco Via della Trave 15 Tel. 0774/498831 fax 0774/498979 roccagiovine@provincia.roma.it

DA VISITARE

Castello baronale degli Orsini

Chiesa di S. Maria sopra le Case, sec. XVI, con annessa abitazione dell’eremita.
Chiesetta dei flagellanti, con affreschi dei sec. XIV e XVII.
Chiesa di S. Nicola di Bari (sec.XVII) con affreschi del sec. XVII ed una tavola della scuola del Perugino raffigurante la Madonna dei Ronci.
Ruderi della chiesetta della “Madonna di Ronci”.
Monumento in onore ai Caduti e Dispersi nei due conflitti mondiali.
Fontana Piazza Vacuna.
Ninfeo degli Orsini.
Prato delle Forme.
Forca di Rocco.
Fontanili di Ronci.
Romitorio della Madonna di Ronci.
Castello baronale degli Orsini: Salendo la strada tortuosa che porta a Roccagiovine, dopo l’ultima curva, si scorge il castello degli Orsini, che domina maestoso il paese. Le mura del castello conservano una lastra di marmo con un bassorilievo di epoca romana, testimonianza dell’esistenza in quest’area di un tempio, dedicato alla dea Vacuna, divinità benefica della campagna, cantata da Orazio, Ovidio e Plino il Vecchio. Edificato nel corso del XIV secolo, il castello, dal 1821 divenne proprietà, dopo diversi passaggi di proprietà, dei marchesi del Gallo. Prima di loro, i signori del feudo furono gli Orsini che nel 1315 acquisirono il possesso, dal Monastero dei S. Cosimato di Vicovaro, fino al 1632. Giovanni, il primo signore della famiglia, dettò gli statuti per Roccagiovine. Roccagiovine fu la culla anche di un forte movimento repubblicano all’indomani, nel febbario 1849, del rovesciamento dello Stato pontificio. Qui un giovane di benestante famiglia, Giuseppe Ruffini, si mise a capo della “rivoluzione” e il giorno di San Giuseppe in un castagneto, con i suoi “seguaci” scelse e sradico l’albero più alto portandolo in paese come l’Albero della Libertà. Il suo nome compare ancora in una targa apposta sulla fontana, donata al paese da Alessandro del Gallo e posta nello stesso posto dove era l’Albero della Libertà.

PRODOTTI TIPICI

Fettuccine all’uovo, gnocchi, sagne di farro, polenta, pizze fritte, dolci al miele, castagne, olio d’oliva.

FESTE E SAGRE

Venerdì Santo – Rievocazione della Passione di cristo, Via Crucis.
Domenica successiva all’8 maggio – Festeggiamenti in onore della Madonna dei Ronci.
Giugno – Sagra della pizza fritta.
Giugno – Infiorata del Corpus Domini lungo le vie del paese.
Prima domenica di agosto – Madonna delle Neve (patrona).
Ultima domenica di agosto – Cena in piazza di addio estate.
Ultimo weekend di settembre – Sapori in fiera.
Settembre/Ottobre – Mostra del fumetto d’epoca.
Settembre – Sagra del fungo porcino.

Mostra del coltello

II domenica di ottobre - Sagra della castagna

Seconda domenica di ottobre – Sagra della castagna. Distribuzione di un piatto di penne, salsicce, vino e castagne. Con l’occasione si possono visitare i Lagustelli, laghetti di origine carsica appena fuori dall’abitato, e il vecchio mulino ad acqua.
Terza domenica di ottobre – Mostra nazionale del coltello d’arte. Nel mese di ottobre si svolge la Mostra Nazionale del Coltello d’Arte allestita, come consuetudine, presso il Castello di proprietà del Marchese del Gallo di Roccagiovine. Questa iniziativa, tra tutte le attività culturali e turistiche, rappresenta per il Comune di Roccagiovine l’appuntamento più importante. Nei due giorni dell’esposizione si fondono le diverse scuole artigianali. Dagli insoliti manici dei coltelli dalle forme tipicamente sarde con sculture raffiguranti teste di animali, realizzate da corna di bufalo, bisonte, cervo, capra, osso, ecc. ai manici più moderni in acciaio, alluminio, micarta. Dalle lame famosissime di “Pattada” nel sassarese – resolsa pattadese, tre pianelle, zuava, logudoro – alle lame damascate, in acciaio inossidabile trattato termicamente. Nei giardini del Castello vengono allestiti gli strumenti tipici dei fabbri come la forgia, la levigatrice, la lucidatrice e l’incudine. Nel corso della Mostra Nazionale del Coltello d’Arte, gli artigiani dimostrano la loro esperienza nel campo artigianale realizzando coltelli, davanti agli innumerevoli visitatori, a partire dalla barra di acciaio fino al prodotto finito. Un’apposita giuria premia i lavori di tre artigiani: miglior coltello chiudibile, a lama fissa e colpo di fulmine. (Antiche Terre del Lazio).
Domenica successiva al 6 dicembre – San Nicola di Bari.

DOVE MANGIARE

LOCANDA ROCCAGIOVINE, Via della Croce snc. Tel.: 0774/498969; 337/700311. Lavora su prenotazione.

RISTORANTE IL CASTAGNETO, Via Core Tondo 2. Tel.: 0774/498852. Riposo settimanale il martedì.

PIZZERIA LA FONTE, Via della fonte. Tel.: 0774/498954.

 

DOVE DORMIRE

B&B LA CASA DI ORAZIO, Via della Trave 4. Tel.: 348/0435621; 340/3119133.

B&B LUCRETILI, Via della Croce 2. Tel.: 340/3119133

 

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