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Rocca Canterano

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Veduta di Rocca Canterano

Rocca Canterano sorge sulla cresta di una rupe inaccessibile che guarda il versante dell’Aniene. Il paese presenta un duplice paesaggio; dalla Via Sublacense si distingue, in lontananza. solo una scoscesa parete rocciosa coronata da una fila di casupole che si stagliano, sull’orizzonte, con un profilo netto e dentellato. Sul versante opposto l’aspetto è più complesso: l’aggregato urbano si mostra addossato alla costa di un monte dal quale emerge la chiesa, alcuni fabbricati di rilievo ed una molteplice schiera di casette che riempiono ogni spazio seguendo le stradine che s’intrecciano fra loro. In basso, vicinissima, gli si affianca Canterano da cui prende il nome. Più in alto invece, sulla fine del monte. si adagia Rocca di Mezzo, frazione di Rocca Canterano, che anticamente costituiva il diciassettesimo castello dell’Abatia Nullius di Subiaco. La formazione dei tre centri, quali si presentano ancor oggi, risale al Medioevo ma la loro antica origine è più remota. Prima di giungere a Rocca Canterano, nel punto in cui la strada diverge, a sinistra, per andare verso Rocca di Mezzo, tre resti di epigrafi latine, murate come per formare un piccolo monumento, recano la seguente spiegazione: “Frammenti di lapidi romane attestanti l’antica origine di Rocca Canterano e Rocca di Mezzo”. Altri reperti romani sono conservati in paese: sullo spigolo sinistro della facciata della Chiesa parrocchiale è murata, capovolta, una lastra nella quale è riportata la seguente iscrizione: C. VETILIUS C.L. – NICO – VETILIA C.L. – FLORA.

Fontanile

Un altro reperto serve da base al fonte battesimale e reca scritto: CLOVENTIA T.F. – TITIENA M.F. – MAXUM A. Al disotto della Chiesa, nella casa detta di Merlitto, utilizzato come spigolo, esisteva una lapide, poi sistemata nel monumentino, con la seguente iscrizione: FLAVIA Q.L.A. – FLAVIAE … Altri ritrovamenti furono eseguiti nel 1968: un blocco con la scritta NIUS F. CELER, un altro con le sole lettere A D T E l’ultimo con l’iscrizione: PANTESPIUS P.L. – CRUSCILIO – Quinta O. FILIA SEX E – VXSOR. Il reperto più importante è rappresentato comunque da un frammento di iscrizione che era stato utilizzato come gradino nella cappella detta dei Brecciaro. Reca il nome di quattro personaggi NIUS appartenenti alla Tribù Aniense, come si rileva dall’abbreviazione ANI (Aniensis). Incerto è il cognome dei personaggi dovuto alla frammentarietà della lastra: HESIA … SALvius. POLlio. RUfus. Sotto Rocca di Mezzo, nella località detta Arca Rotta. è stato rinvenuto un sepolcro romano a forma d’arca che ha dato quindi il nome alla zona. All’epoca del ritrovamento, all’ingresso di una capanna, era posta la grande base tolta dal sepolcro, avente nella superficie un’iscrizione corrosa. Nel XVII secolo, vicino al mulino Cimaglia, si scoprì un altro sepolcro, ora distrutto. con tre sarcofagi di marmo che contenevano ancora gli scheletri.
Nel sarcofago più piccolo, appartenente ad un fanciullo, fu trovato al dito un ricco anello d’oro. I reperti furono donati al Cardinale Barberini che li sistemò nella sua fortezza di Collalto, mentre i coperchi furono utilizzati come pavimento nella casa Cimaglia in Rocca di Mezzo. Sembra che un prete della famiglia copiasse il testo delle iscrizioni che tuttavia non ci è pervenuto. Sono queste parte delle testimonianze “attestanti l’antica origine di Rocca Canterano e Rocca di Mezzo” ma non le sole e le più remote perchè recentemente sono stati individuati vari insediamenti riferibili all’Eneolitico ed all’età del Bronzo.

Si tratta indubbiamente di villaggi appartenenti a comunità pastorali, attestate anche in altre località della Valle dell’Aniene, non per questo da ignorare dal momento che si riscontrano anche all’origine delle più importanti e gloriose città. La presenza dell’uomo sui monti Ruffi è attestata fin dal Paleolitico,come testimoniato dai vari reperti litici rinvenuti, ed il territorio mostra i segni evidenti della sua continua utilizzazione. Nel secolo scorso vari studiosi, riferendosi esclusivamente ai documenti del Regesto Sublacense. del Chronicon e del Regesto della Chiesa di Tivoli, tentarono di individuare l’anno di fondazione di Rocca Canterano. Un documento datato 20 agosto 867 nomina solo il “montem qui vocatur cantorano”, quindi quelli successivi indicano il fundus, il casale fino alla formazione del castellum che corrisponde all’odierno Comune di Canterano. Nella bolla di Papa Giovanni XVIII del 1005, Canterano è detto casale, fondo prossimo al Monte Pietra dove dovevasi costruire un castello. Nella bolla di Paolo II diretta all’Abate Giovanni il castello risulta costruito; si nomina infatti il “Castrum Cantoranum cum Rocca sua”. Rocca Canterano non fu però la sola fortificazione sorta lungo i monti Ruffi perchè più in alto sono ricordate altre rocche. In un documento dell’anno 1121-1145 vengono enumerati i beni che l’abate Pietro di Subiaco avrebbe dovuto restituire ai Tiburtini. si nomina: “Rocca de monte de Grofo – Rocca de medio – Roccam de Cantorano et ipsum Cantoranum”.

Piazza di Corte

La Rocca di monte Grufo, chiamata contemporaneamente Rocca Martino (Rocca Martini et Rocca de Mesu et Rocca Cantorani, è ubicata sempre nell’odierno territorio del Comune di Rocca Canterano e corrisponde ai ruderi che, in località fonte Martino in prossimità di Rocca di Mezzo, sovrastano il paese di Marano. Una serie di rocche, dunque, rispondenti ad un preciso sistema di fortificazioni realizzate per la difesa ed il controllo del territorio. Questi centri nascono sotto l’impulso dell’Abbazia di Subiaco e ne seguono le sorti, fino alla formazione degli attuali Comuni, ma le origini di queste comunità affondano in un passato più remoto.

 

Popolazione: 279 abitanti (Roccacanteranesi – Roccatani)
Altitudine: 750 m s.l.m.
Distanza da Roma: 59 Km
Confina a nord con il territorio dei comuni di Anticoli Corrado e Marano Equo, ad est con Agosta e Marano Equo, a sud con Gerano e Canterano, ad ovest con Cerreto Lazale e Saracinesco.
Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774.803400; Pro Loco Via dell’Asilo Tel. 0774/803400 fax 0774/803391 prolocoroccacanterano@hotmail.it

 

DA VISITARE

Il complesso fortificato di Rocca Canterano (secolo XIII).

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, edificata sulla roccia viva nel sec. XVII. Edificio a pianta pressoché quadrata con copertura a tetto, interno ad un’unica navata coperta da una volta a botte con riquadri a tempera raffiguranti la Visione di Ezechiele, la caduta degli angeli ribelli e l’incoronazione della Vergine. Una tribuna seicentesca sovrasta la porta d’accesso della chiesa. Negli anni 1943-45 si pose mano al rifacimento di tutte le decorazioni pittoriche, questa volta ad olio.

Casa patrizia con affresco del Cascella.

Villa Marcotulli

Palazzo Moretti: costruito dal 1756 al 1759 fatto edificare da Arcangelo Moretti sulle rovine dell’antica torre.

Veduta di Rocca di Mezzo

Chiesa di Santa Maria Assunta – Rocca di Mezzo

 

PRODOTTI TIPICI

“Cecamariti”, pasta di farina di grano e granturco condita con sugo di pomodoro, aglio e peperoncino.

Gnocchetti, sagne e ravioli di ricotta.

Polenta, prodotti della pastorizia, castagne, funghi porcini.

 

FESTE E SAGRE

Chiesa di San Rocco

Estate Roccatana.

7 agosto – S.Gaetano

14/15 agosto – festa dell’Assunta

16 agosto – S. Rocco (frazione Rocca di Mezzo).

Agosto – Sagra dei “cecamariti”. La leggenda vuole che questo piatto prenda nomedal fatto che, per la facilità e rapidità di preparazione serviva ad abbagliare i mariti, facendo credere loro che le povere mogli erano state a lungo in casa intente alla cucina, mentre in realtà erano state impegnate in altre “faccende”.

Madonna del Divino Amore

8 settembre Madonna del Divino Amore. E’ la festa più solenne, motivo di richiamo non solo per gli oriundi ma anche per tutti quelli che l’hanno conosciuta. Le processioni sono il centro della manifestazione . La più caratteristica è la fiaccolata del 7 settembre sera in uno spettacolare scenario luminoso, e interrotta da fuochi d’artificio suggestivi. L’8 settembre la processione diurna è vivacizzata dai colori delle confraternite.

Novembre – Festa del Cornuto. Questa singolare manifestazione a carattere prevalentemente goliardico, insieme alla degustazione di prodotti locali (fagioli con cotiche, salsicce, vino novello e castagne arrosto) offre al visitatore la possibilità di ironizzare e quindi sdrammatizzare un evento vissuto così spiacevolmente, come quello di essere portatori di corna. Il momento principale della festa è (oltre alla corsa con relativo trofeo e la corsa in costume) il corteo burlesco, formato da portatori in camicie con copricapo muniti di corna, dal cornuto dell’anno portato in trono e dal poeta cantore che declama a cavallo di una somarella. Il corteo parte dalla piazza di corte e scende fino a piazza degli Eroi, dove viene accolto dai festanti con canti e strofe inneggianti al particolare amuleto. Intanto i giovani passano per le abitazioni dei più “chiacchierati” adornandone le entrate con nastri colorati e corna di diversa fattezza. Questa festa si svolge contemporaneamente alla Sagra della Rola, cioè della castagna, dato che proprio il periodo di novembre è dedicato alla raccolta dei frutti.

 

DOVE MANGIARE

 

PUB/PIZZERIA I BRIGANTI, Via Paolo Riverso – prossima apertura

 

DOVE DORMIRE

OSTELLO DELLA GIOVENTU’, Via del Municipio 31. Tel.: 0774/803400. E’ gestito dal comune

 

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