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Riofreddo

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Veduta di Riofreddo

Riofreddo è ubicato lungo il percorso dell’antica Tiburtina Valeria, la strada romana che in prossimità del ponte di Anticoli il XXXVI miglio – abbandonava il fiume Aniene per risalire il versante del Bagnatore. Il suo territorio costituisce l’ultima propaggine del bacino imbrifero dell’Aniene, nel versante abruzzese, un territorio antichissimo oggetto di interessanti studi di archeologia, storici e paleontologici. Le origini di questo paese, piccolo per dimensioni ma ricco di storia ed arte, sono remote quanto la prima comparsa dell’uomo nella Valle dell’Aniene. Nel 1894, dietro segnalazione del figlio di Garibaldi, generale Ricciotti, e del sindaco di Riofreddo, il prof. Alessandro Portis, ordinario di Geologia, descrisse il ritrovamento di un intero scheletro di elefante avvenuto, alle falde orientali del Monte Pisciano, a duecento metri dal Rio Torto. Lo stesso Portis dedicò, nella sua elaborata relazione, un’ampia descrizione sul ritrovamento, nel Piano del Cavaliere, di resti di Rhinoceros, Elephas meridionalis, Hippotamus e Feis; una molteplice varietà di specie concomitanti riferite al Quaternario. Anche l’uomo preistorico ha lasciato segni tangibili della sua presenza nel territorio di Riofreddo: strumenti in selce del paleolitico, asce levigate neolitiche ed abbondante materiale fittile riferibile all’età dei metalli. Sono stati individuati anche vari “castellieri”, insediamenti fortificati realizzati su alture, che attestano una utilizzazione continua di questo territorio tanto ricco di fresche sorgenti.

Resti di un ponte romano

Durante il periodo storico, la zona dovette sicuramente risentire dell’influenza dell’antica Carseolis, l’importante città degli Equi che sorgeva nella vicinissima località “Civita”. Con la conquista romana, la realizzazione della Via Valeria e l’istituzione della colonia, diedero vita ed impulso all’intera regione mediante l’invio di migliaia di coloni. Riofreddo si forma però, ed assume una sua singolare identità, attorno all’antica Chiesa o Monastero di S. Giorgio, a partire dal IV-V secolo. S. Giorgio, primo e principale protettore di Riofreddo, era nativo della Cappadocia, regione storica della Turchia centrale. La vita del Santo in parte è avvolta dalla leggenda ma il suo culto, formatosi in Oriente subito dopo la sua morte, si diffuse in tutto il mondo; S. Giorgio B infatti il Patrono d’Inghilterra. Mentre per gli Inglesi il nome evoca semplicemente la figura di un guerriero che uccide un drago, i cattolici, i copti, i greco-ortodossi ed i musulmani dedicano al Santo culti più profondi e reali. Per l’alta Valle dell’Aniene S. Giorgio indica invece la presenza di monaci orientali nel territorio S.Gregorio Magno, nei Dialoghi, quando narra la vita di Benedetto da Norcia ricorda infatti, nella regione, due monasteri orientali: il primo sopra lo Speco di Subiaco e l’altro. non lontano da questo (non longe), identificato con il convento di S. Cosimato presso Vicovaro.

Centro storico

Accanto a questi due Monasteri, attestati da fonti storiche, la tradizione, la toponomastica, costruzioni e documenti più tardi, ricordano chiese e monasteri di tipo orientale: S. Giorgio. S. Marco e S.Elia in Riofreddo, S.Nicola presso Pereto, S.Erasmo presso Oricola, S.Nicola di Mira presso Vivaro, S. Biagio presso Carsoli, S.Antonio presso Montesabinese, la SS. Trinità sul monte di Roiate e presso Vallepietra. Non lontano da quest’ultimo sorge il paese chiamato Cappadocia che richiama la regione nativa, in Oriente, di S. Basilio e S. Giorgio. I Benedettini di Subiaco, con un documento datato 28 giugno 594 di papa Gregorio Magno, si attribuirono la proprietà dell’antico monastero di S. Giorgio in Riofreddo. Il documento è ritenuto apocrifo ma atti successivi confermano sempre all’Abbazia di Subiaco il “Fundum qui vocatur Sancti Georgici”: la bolla di Nicolò I, di Giovanni XVIII, Benedetto VIII e Leone IX.

Il castello

Il castello de Rivofrigido figura, per la prima volta, nel Liber Censum nell’atto d’investitura a Odone da parte di Adriano IV nel 1157. Il codice Vaticano 797 cita, nel 1227, Landulfus Columna miles, Rivifrigidi et Rubiani dominus. Con bolla del 14 settembre 1297 Bonifacio VIII confiscò ai Colonna, insieme ad altri feudi, il castello di Riofreddo. Lo stesso pontefice, con bolla del 10 settembre 1300, concesse il feudo agli Orsini che, con atto del notaio Stefano de Guaschis, del 22 ottobre, eseguirono la divisione. Dopo il 1303, con la morte del pontefice. Riofreddo tornò ai Colonna; in una sentenza del 10 luglio 1376 Rainolfo Colonna è infatti chiamato signore di Riofreddo. Verso la metà del XV sec. il feudo venne affittato per 25 anni a G. Antonio e Rinaldo Orsini. Intorno al 1459 i Colonna di Rifreddo si estinsero; rimasero le figlie di Giovanni Andrea: Lodovica, Tradita, Godina e le figlie di Giacomo: Giovanna e Cristofora. Inizia così una lunga disputa che sfociò, nel 1470, all’occupazione del castello da parte di Giovanna con l’aiuto del suo secondo marito Giovanni Colonna. Il 21 ottobre Paolo II ordinò di consegnare il feudo, fino alla definizione della vertenza, ad Alfonso ed Electo con l’incarico di amministrarlo.

Arco di Santa Caterina

Il processo subì un’interruzione perché, nel 1500, Alessandro VI attribuì Riofreddo, ed altri castelli, all’Abbazia di Subiaco. Dopo la morte del pontefice, nel 1503, la lite proseguì con i diritti passati e ceduti fra diverse famiglie. Nel 1527 Clemente VII nominò commissario Bernardino Caffarelli. Paolo III, il 3 settembre 1542, nominò invece Antonio Righetti. Nel 1554 Riofreddo venne venduto a Paolo del Drago, da Bernardino Caffarelli e da altri aventi diritto. Il 21 ottobre 1622 Gregorio XV eresse Riofreddo a marchesato in favore di Antonio del Drago. Gregorio XVI, nel giugno 1832, conferì il titolo di principe nella persona di Urbano del Drago Biscia Gentile. Con l’abolizione della feudalità, Riofreddo inizia quindi la sua storia di libero e democratico Comune.

 

Popolazione: 713 abitanti (Riofreddani)
Altitudine: 750 m s.l.m.
Distanza da Roma: 65 Km
Confina a nord con il territorio del comune di Vallinfreda, ad est con la regione Abruzzi, a sud con Roviano e Arsoli, ad ovest con Cineto Romano.
Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774.92911; Pro Loco Piazza Donizetti 5 Tel. 340/9782992 fax 0774/929501 proloco.riofreddo@libero.it

 

DA VISITARE

Oratorio

Oratorio della SS.Annunziata sec. XI con affreschi di Arcangelo di Cola da Camerino risalenti al XV sec.

Chiesa di S.Nicola sec. XVIII

Chiesa di Sant’Andrea Apostolo.

Arco di S.Caterina, antico portale d’ingresso al paese.

Centro storico, Necropoli Equa di Casal civitella; Resti di un Ponte Romano, Villa Garibaldi.

Escursione alla Madonnella: nel gennaio del 1961 alcuni Scout di Roma fecero delle escursioni su Monte Pischiuso ed eressero una modesta cappellina alla Santa Vergine. Un abitante di Riofreddo notò la cappellina e decise di far erigere nei suoi pressi una croce. Da molti anni, la mattina del 12 agosto la popolazione di Riofreddo si mette in cammino e raggiunge la croce e la “Madonnella” di Pischiusu. Il parroco vi celebra la messa e poi il comitato offre a tutti i partecipanti doni ricordo e un’abbondante colazione a base di pane e frittata. (Antiche Terre del Lazio).

Museo delle culture “Villa Garibaldi”: Via Costanza Garibaldi, 10. Tel.: 0774/929183; 0774/929186-116; Fax: 0774/929501. Il museo testimonia la presenza e l’incontro di identità culturali diverse in un paese che è terra di confine. Nelle sue collezioni archeologiche sono conservati i ritrovamenti nella necropoli arcaica di Casal Civitella, che documentano la presenza sul territorio dell’antica popolazione degli equi e la presenza dei romani successiva al processo di conquista. Il museo propone collezioni archeologiche, storiche e demoetnoantropologiche. I reperti archeologici vanno dal periodo arcaico a quello degli equi e poi dei romani. La storia successiva è rappresentata anche da pregevoli ricostruzioni e da oggetti particolari tra i quali cimeli della famiglia Garibaldi, un ramo dela quale fece costruire il palazzo sede del museo. Nella sezione demoetnoantropologica  sono esposte le diverse testimonianze culturali della comunità locale contraddistinte dai diversi modi di produzione e di scambio, dai diversi repertori musicali dalla variegata partecipazioni alle numerose fratellanze religiose e all’organizzazione delle feste.

 

PRODOTTI TIPICI

Formaggi, miele, fagiolo Cioncone, dolci.

 

FESTE E SAGRE

Ultima domenica di marzo – Sagra degli gnocchi

23 aprile – Festa patronale di S.Giorgio

1 maggio – sagra delle pappardelle al cinghiale

Prima domenica di giugno – sagra degli asparagi

Luglio – Sagra del tartufo nero

Agosto – Sagra del fagiolo.

13 agosto – Sagra dei scagnozzi e dei prodotti tipici.

Sabato precedente alla prima domenica di settembre – Festa patronale di S.Maria dei Fiorentini

Prima domenica di settembre – tradizionale fiera di merci e bestiame

Primo week-end di settembre – Festa “In vino veritas”, con stand gastronomici, degustazione di vini bianchi e rossi e concerti musicali in piazza. La manifestazione unisce buon vino e buona musica: aumentano ogni anno le qualità di vino proposte (Bianco e Rosso dei Castelli Romani, Bianco e Rosso della Sabina, Cesanese secco e dolce, Bianco di Gallicano) e anche la proposta musicale si rinnova e si arricchisce con nuove scommesse e con gruppi già noti al pubblico locale. (Antiche Terre del Lazio).

1 novembre – Festa della castagna e sagra delle fettuccine ai funghi porcini. La consuetudine di rendere libera la raccolta delle castagne (ma anche l’uva o quant’altro coltivato) nei terreni privati nasce dalla necessità, soprattutto in epoche passate, di non mandare sprecato quanto il proprietario non desiderava raccogliere. Nel corso degli anni questa consuetudine si è allargata fino a diventare una vera e propria sagra, che ogni anno vede numerosi partecipanti: castagne arrosto o lesse per tutti, assieme a vino e ciambelle all’anice. Inoltre un concorso a premi: vince chi ha raccolto nei boschi le castagne più grandi. La festa raccoglie la tradizione dell’antica Rostera che si svolgeva all’interno del bosco “Le Pacetta” e che dal 1983 è stata trasferita in Piazza. (Antiche Terre del Lazio).

24 dicembre – La Pastorella, processione e canto tradizionale dei pastori durante la Notte Santa.

 

DOVE MANGIARE

RISTORANTE LA CUCINA DI RIO, P.zza SS Annunziata 8. Tel.: 0774/920692 – 331/3231385. Riposo settimanale il martedì.

RISTORANTE/ALBERGO VILLA CELESTE, Via Valeria 145. Tel.: 0774/929146. villaceleste@virgilio.it

 

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