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Olevano Romano

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Veduta di Olevano Romano

Olevano, rispetto alla Valle dell’Aniene, occupa una posizione geografica del tutto particolare, diversa da quella degli altri centri che sorgono sulle alture che delimitano il lungo e tortuoso cammino dell’Aniene. Il suo territorio infatti si estende affiancato alla storica vallata, quasi disarticolato da questa, dando origine ad un proprio bacino inferiore: la Valle del Sacco. Una via di penetrazione, quindi, verso altri versanti e culture diverse. Malgrado questa configurazione morfologica, che induce ad orientarsi verso altre urbanizzazioni, Olevano, al contrario, è saldamente ancorato alla Valle dell’Aniene da antichi legami storici.

Resti di fortificazione

Ai piedi dell’odierno centro medievale sorgono importanti mura poligonali, costituite da grandi massi irregolari, che attestano una remota origine del paese. L’archeologo Abeken, che le descrisse nel Bullettino Archeologico del maggio 1841, rilevando la “maniera rozzissima senza minimo adoperamento dello scalpello”, con la quale sono state eseguite, le associa al carattere delle mura di Tirinto, nell’Argolide, risalenti al XIV sec. a.C. e descritte da Pausania nel Periegenis, viaggio intorno alla Grecia. Diversi scrittori le hanno invece ritenute costruite dai mitici Pelasgi, ipotizzando fantasiose origini sulla fondazione e sull’etimologia di Olevano. Oggi, pur non potendo escludere una remota costruzione delle mura poligonali in tutto il Lazio meridionale, si tende, dopo i saggi stratigrafici eseguiti in varie località, a non considerarle anteriori al VI sec. a.C..

Anche Olevano rientra quindi nel contesto storico e topografico della regione, nel periodo in cui le popolazioni degli Ernici, degli Equi e dei Volsci si fortificarono per resistere all’espansione di Roma. Le mura di Olevano trovano in tal senso una collocazione strategica affiancata da quelle di Bellegra e di Roiate; una barriera difensiva realizzata per proteggere il versante dell’Aniene dove era stanziato il popolo degli Equi. Con la conquista romana questi punti strategici furono tra i primi ad essere occupati, per la loro particolare posizione. Gli Equi vennero definitivamente sottomessi nel 304 a.C. e nel loro territorio, per testimonianza di Livio (Ad Urbe condita – X,9), venne costituita la Tribù Aniense.

Anche Olevano venne ad essa ascritta insieme agli altri centri dell’Aniene. Questa sua appartenenza risulta da un reperto archeologico assai noto, ma non sufficientemente valutato. Sempre nel maggio del 1841, l’Abeken descrisse una lapide rinvenuta in località Belvedere ed utilizzata in una vigna come tavolo, li reperto, pubblicato anche nel Corpus Inscriptionum Latinarum (Vol. XIV-XXI. 3438), reca la seguente iscrizione: M. MUNATULEIUS M.F. ANI MARCELLUS Trib. mil. A. POPULO M. MUTANULEIUS C.F. ANI MONTANUS PATER. L’importanza della lastra marmorea consiste nella parola ANI – Aniensis – che annovera i personaggi alla Tribù Aniense e trova riscontro in analoghi ritrovamenti effettuati a Trevi, Affile, Subiaco, Rocca Canterano, Saracinesco, Siciliano, Castelmadama e Arsoli. Una delimitazione geografica e politica esauriente, anche se parziale.

Del periodo romano Olevano conserva consistenti testimonianze archeologiche, segno di una avvenuta colonizzazione del territorio. Ancora ai giorni odierni, in occasione dello scavo del gasdotto, i reperti venuti alla luce sono stati numerosi e significativi. L’anno 476 segna la caduta dell’Impero Romano ed il decadimento dell’intera Italia; dopo appena 4 anni nasceva in Umbria Benedetto da Norcia, un personaggio destinato a caratterizzare le vicende storiche di tutta la Valle dell’Aniene. Olevano entrò subito a far parte del patrimonio monastico di Subiaco. Nella donazione di Teriullo, padre di Placido, diretto discepolo di Benedetto, sono compresi alcuni terreni posti nel territorio di Olevano. S. Placido rimane comprotettore di Olevano. come indica il Proprium Sanctorum della diocesi di Palestrina, fino al 1680 quando venne sostituito con S. Vittore. I beni monastici, nel territorio di Olevano, vennero gradualmente aumentando sotto la protezione di papi e imperatori. Nella bolla di Giovanni XII, dell’anno 958, e nel privilegio di Ottone I, del 976, si nomina il fundum Olibani tra i beni dei monaci di Subiaco. Nel privilegio di papa Benedetto VI, nel 973, ed in quello di Leone IX, del 1051, Olibano cum pertinentia sua sono confermati al Monastero.

Nella bolla di Pasquale II, dell’anno 1115, riportata nel Chronicon Sublacense, si nomina Olivanum cum omnibus fundis et casalibus eorum. Questa bolla attesta la potesta feudale dell’Abbazia di Subiaco sul castello di Olevano, la giurisdizione spirituale, mai contestata, rimase invece sempre al vescovo di Palestrina. Nella bolla dell’anno 1168 emanata da Clemente III ed in quella di Onorio III del 1217 il castello di Olevano è confermato al Monastero sublacense. Dopo quella data passa alla famiglia Colonna ed inizia il graduale allontanamento di Olevano dal versante dell’Aniene. Nella bolla di papa Innocenzo IV, del 1243, è ricordato Oddone de Columna dominus Olebani. Bonifacio IX lo tolse ai Colonna e lo concesse, nel 1401, a Francesco e Paolo Orsini. Nel 1411 Giovanni XXIII infeudò Giordano e Lorenzo Colonna. Alessandro VI, nei 1501, lo confiscò ai Colonna assegnandolo a Giovanni Borgia. I Colonna, dopo la morte del papa, nel 1503, ripresero il castello. Dopo la fine del XVI sec. passò al ramo , dei Colonna di Zagarolo. Con istrumento de Totis del 30 maggio 1614, il duca di Zagarolo Pier Francesco Colonna vendette Olevano al cardinale Scipione Borghese. Rimase così sempre ai Borghese che lo tennero col titolo di marchesato.

  • Popolazione: 7000 abitanti (Olevanesi)
  • Altitudine: 571 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 56 Km
  • Confina a nord con il territorio del comune di Bellegra, ad est con Serrone e Roiate, a sud con Paliano, ad ovest con S.Vito Romano e Genazzano.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 06.956001; Pro Loco Via Roma 38 Tel. 06/95600201 fax. 06/95600246 marco_callori@comuneolevanoromano.rm.it

 

DA VISITARE

La Torre - "Jo Picocco"

Chiesa di Santa Margherita (patrona), con bell’interno ispirato alla basilica di San Paolo a Roma.                                                       

Chiesa di San Rocco, al di fuori delle antiche mura.

Chiesa SS. Annunziata (Santuario).
Chiesa di Sant’Anna.

Chiesa di Sant’Antonio.

Museo Centro Studi sulla pittura paesaggio europea del Lazio, istituito presso Villa de Pisa. Questa la singolare natura dell’istituzione ospitata nella Villa de Pisa, suggestivo complesso di proprietà comunale. Dagli inizi degli anni novanta l’associazione Amici del Museo di Olevano Romano oltre a gestire la raccolta museale promuove la valorizzazione del ruolo che almeno dalla fine del ’700 il territorio del Comune ha avuto come protagonista di opere, in particolare dei pittori di nazionalità tedesca. Nel centro museale si trova la raccolta di acqueforti di Joseph Anton Koch, i disegni e le litografie di Friedrich Salathè, Anton Halman, Karl Lindeman-Frommel, Franz Drebere, Franz Gustav Arndt. Importanti poi le presenze di artisti del Novecento tra cui Heinz Hindorf a cui è dedicata una sala del museo. Viale Vittorio Veneto 25. Tel.: 06/9564585 – orari: giovedì e venerdì dalle 15.00 alle 18.00; sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

 

PRODOTTI TIPICI

Vigneto

Olevano è immerso tra vigneti ed oliveti e deve la sua fama nazionale ed  internazionale soprattutto al vino. La qualità d’uva prevalentemente coltivata è il CESANESE DI OLEVANO, derivante da quella di Affile. Conformemente alla tradizione locale, il disciplinare della produzione ammette la presenza di una piccola percentuale di vitigni a frutto bianco la cui funzione principale consiste nell’innalzare il tenore di acidità e conferire maggiori profumi al vino.

 

L’OLIVO è parte integrante del paesaggio olevanese fin dalla notte dei tempi: olivi secolari sono la testimonianza della cultura e della vocazione di un territorio, quello olevanese, con il quale l’olio extravergine di oliva costituisce un binomio inscindibile. Leccino, Frantoio, Moraiolo e soprattutto l’autoctona Rosciola caratterizzano il territorio olevanese producendo olii extravergine di oliva dalle peculiari qualità organolettiche che si presentano alla vista di un bel colore giallo e sottili note verde; all’olfatto sono caratterizzati da eleganti note fruttate di mela bianca e sentori vegetali di erba; al gusto dai toni leggermente fruttati, morbidi ed armonici nei toni amaro e piccante.

“Tisichella”, “Spumone”, Frittelle di zucca e cavolfiore, Ventricina Olevanese, Cacciagione, Coratella, Ciambella di magro.

 

FESTE E SAGRE

Festa di Sant’Antonio Abate: 17 gennaio, processione e benedizione di animali.

Carnevale dei bambini: martedì e giovedì grasso (per informazioni rivolgersi alla Pro Loco).

Festa dell’Annunziata: la domenica più vicina al 25 marzo; apertura del Santuario della Madonna di Colle di Maggio; processione per le strade del centro storico.

Sagra dell’olio d’oliva: ultima settimana di aprile.

Prima domenica dopo la Pentecoste (fine maggio – inizio giugno) Pellegrinaggio alla SS.Trinità: l’antica devozione alla SS.Trinità, rivive ogni anno in questo pellegrinaggio a piedi o a dorso di mulo fino al santuario alle pendici del monte Autore, nel cuore dei monti Simbruini presso Vallepietra. Il ritorno vede i pellegrini in processione, al seguito degli stendardi delle due parrocchie, con bianche infiorescenze raccolte tra i monti sul capo.

Festa di Sant’Antonio sul Monte Arcangelo: la domenica più vicina al 13 giugno.

Prima domenica di luglioSS. Annunziata (Madonna di Colle di Maggio): un tempo celebrata il 25 marzo, è la tradizionale festa con processione al santuario appena fuori il paese. Il giorno successivo si continua con una più laica merenda tra gli ulivi del vicino Colle della Puglia, chiamata La Madonnella.

Festa di Santa Margherita di Antiochia: 20-21 luglio; festa patronale con canonica processione delle autorità civili e religiose, al seguito il busto argenteo della Santa. In concomitanza con la festa Patronale, per una settimana ad Olevano si torna indietro nel Medioevo, con la rievocazione storica medievale denominata “Dies in Castro Olibani” di costumi, mestieri, suoni, antiche botteghe e locande dell’epoca. Sfilata in costume e numerosi giochi che portano le tre Porte: Porta del Sole, Porta Su e Porta Sambuco. Tutte e tre si sfidano per la vittoria del Palio. Un appuntamento da non perdere, ha già stregato e incantato molti turisti. Intrattenimento pirotecnico.

Olevano Romano era nel medioevo un centro abitato fortificato, un castrum, all’interno del quale era possibile accedere grazie a tre porte. La popolazione, sottoposta al dominio di un signore, che con gli Statuta del 1364 divenne Roma rappresentata dalla Curia di olevano, era suddivisa in: nobiles, proprietari delle terre e cavalieri, e pedites, per la maggioranza contadini, che lavoravano le terre della Curia, dei nobili o della chiesa; avevano però il diritto ad un orto e la concessione al pascolo nelle terre comuni e all’uso delle acque, cosa che garantiva a tutti un sostentamento minimo. Le fatiche quotidiane venivano sospese nei dies festivi, di cui “Dies in Castro Olibani” vuole essere una rievocazione storica. (Antiche Terre del Lazio).

Calici sotto le stelle: 10 agosto. Ad agosto si svolge anche ad Olevano Romano alici di stelle, serata enogastronomica con degustazione dei vini a cura delle Aziende della Strada del Vino Terra del Cesanese di Olevano Romano. E’ possibile la visita del Planetario gonfiabile e l’osservazione del cielo con i telescopi, con animazione, seminari di approfondimento e proiezioni scientifiche. (Antiche Terre del Lazio).

Festa di San Rocco: 16 agosto; celebrazione parrocchiale, molto sentita nel rione omonimo, sempre spunto di rivalità di campanile.

Sagra del vino Cesanese: ultima settimana del mese di agosto; la tradizionale sagra del vino ripresa dagli anni settanta, con sfilata di carri allegorici, giochi popolari, banchetti e musica in piazza. E’ comunque l’occasione annuale per il confronto delle idee, e delle bottiglie sul Cesanese.

Festa di Santa Maria della Corte: domenica più vicina all’8 settembre; altro frutto dell’antica devozione popolare per la Madonna, si celebra ogni anno attorno alla cappella del castello.

Vinnovo – Le cantine del Cesanese: seconda domenica di dicembre.

 

DOVE MANGIARE

TRATTORIA DA CARLINI, Via San francesco D’Assisi 86. Tel.: 06/9564080. Riposo settimanale il martedì.

RISTORANTE/PIZZERIA L’OASI, Viale Vittorio Veneto 66/a. Tel./Fax: 06/9563613.

RISTORANTE SORA MARIA E ARCANGELO, Via Roma 42. Tel.: 06/9564043 – 06/9562402. www.soramariaearcangelo.com

PIZZERIA DA SERGIO, Via VI giugno 48. Tel.: 06/9564464. Giorni di riposo durante la settimana: il lunedì ed il martedì.

 

DOVE DORMIRE

ALBERGO/RISTORANTE IL BOSCHETTO, Via San Francesco d’Assisi 95. Tel.: 06/9564025. Fax: 06/9562652. Riposo settimanale il mercoledì.

B&B LA FENICE, Contrada Colle Canino snc. Tel.: 06/95608020 – 334/9811884

 

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