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Mandela

Veduta di Mandela

La storia di Mandela è legata, per le origini, e per la formazione dell’attuale comune, alle vicende di due castelli contigui: Cantalupo e Bardella, menzionati sempre insieme, che subirono gli stessi avvenimenti. Oggi, però, il nome di Cantalupo-Mandela è legato soprattutto alla scoperta di una necropoli, avvenuta a partire dalla seconda metà del secolo scorso, alla confluenza del torrente Licenza con l’Aniene. Il ritrovamento fu oggetto di studio da parte dei massimi archeologi del tempo: Pigorini, De Rossi, Ponzi, Clerici ecc.; ma all’epoca, stante la giovinezza degli studi paletnologici, si ebbero in merito opinioni alquanto contrastanti. Lo studio e il ritrovamento di tombe analoghe a Remdello, Rinaldone, Marcellina, Camerata, Sgurgola, Valvisciolo, Sermoneta, Casamari ecc. hanno permesso di rilevare una consistente presenza di gruppi eneolitici denominati, dal luogo del ritrovamento, Rinaldone-Gaudo. La necropoli di Cantalupo-Mandela costituisce, tra queste due culture, un importante collegamento tanto da essere ripetutamente menzionata in ogni trattato di Paletnologia. L’importanza della scoperta consiste nel ritrovamento di piccole tombe a grotticella, scavate nella roccia, contenenti scheletri in posizione “fetale”, vasi dal caratteristico impasto nero-lucido “a fiasco”, lunghe cuspidi litiche ed un pugnale di pietra. I resti antropologici rinvenuti, in parte di brachi cefali (cranio corto, arrotondato, tipo razziale del Mediterraneo orientale) ed in parte di dolicocefali (cranio allungato) testimoniano che in questa regione avvenne un incontro di antiche popolazioni e che quelle venute dall’esterno non riuscirono completamente ad assorbire gli autoctoni.

Sempre a Cantalupo-Mandela è interessante, nel rituale funebre, la colorazione degli scheletri con ocra rossa susseguente alla scarnificazione del corpo umano dopo la morte. Questo rito, collegato all’idea della rigenerazione, trova ancora oggi riscontro presso popolazioni primitive di interesse etnoloqico. Da questo antico insediamento eneolitico Mandela ricompare, dopo millenni, come “pagus Mandela” nella bellezza e sonorità dei versi di Orazio (Epistolarum 1-18-105). Il massimo poeta latino ricorda “il fresco rivo di Gentia che bagna Mandela, paese intirizzito dal freddo …” A conferma della testimonianza di Orazio, nel 1757, presso la chiesa di S. Cosimato fu scoperta la lapide di Valeria Massima che nomina la “Massa Mandelana”, reperto che permise di individuare la villa di Orazio presso Licenza e dimostrare la corruzione, attraverso i secoli, del nome di Mandela in quello di Bardella, denominazione che fino al secolo scorso ha indicato l’attuale comune. Dopo la caduta dell’impero romano, infatti, l’antico pagus di Mandela subì la sorte dell’intera penisola.

Castello dei Marchesi del Gallo

Il suo territorio veniva a trovarsi tra i confini dell’Abbazia di Subiaco, della Diocesi di Tivoli e dell’Abbazia di Farfa. La prima citazione è ricordata nella Cronaca di Farfa, la quale attesta che nel 1061, Dato, figlio di Ranieri e Giovanni, figlio di Ugolino, ebbero dall’Abbazia, in locazione scritta, il podium de Burdella. Nel secolo XII Cantalupo e Bardella, al pari di S.Polo e Vicovaro, erano considerati “regalia B. Petri”. I tiburtini con giuramento prestato nel 1143 a Papa Innocenzo II, si erano impegnati a prestare aiuto per preservare il dominio della Santa Sede su quei castelli. Durante il pontificato di Celestino III (1191 -1197) Cantalupo e Bardella furono dati in pegno agli Orsini dallo stesso pontefice. Nell’investitura di Innocenzo IV i due castelli figurano per venti anni sempre agli Orsini e rimasero alla potente famiglia fino alla metà del secolo XVII. Da questa data Cantalupo e Bardella passano in proprietà di creditori. Nel 1650 Innocenzo X concesse a Porzia Moroni e Raffaele Andosiglia, erede d’Anna Moroni, l’autorizzazione a vendere le loro porzioni a Cesare Palazzolo. Una analoga autorizzazione venne accordata il 10-15-1651 a mons. Marcello Melchiorri per la parte spettante all’eredità Melchiorri. Con chirografo del 26-4-1659 Alessandro VII concesse, a Margherita Palazzolo, la vendita di questa porzione a Francesco Nunez Sanchez. Il cardinale Orsini si oppose però a questa vendita sostenendo che la liquidazione dell’eredità Orsini non era ancora definitiva.

Lo stesso pontefice, con chirografo del 26- 4-1660, ordinò quindi a Margherita Palazzolo di restituire a Francesco Nunez Sanchez il prezzo della vendita riscuotendo, fino alla definizione della vertenza, solo gli interessi. La famiglia Nunez mantenne però il possesso dei due castelli ed il titolo di marchese connesso acquistando formalmente, nel 1706 i due terzi dell’eredità Orsini, con chirografo autorizzato da Clemente XI il 10 febbraio. L’altro terzo dei due feudi era stato già acquistato dai Nunez dall’eredità Melchiorri. La chiesa di S. Nicola a Cantalupo e quella di S. Vincenzo a Bardella dove sono conservate le tombe gentilizie dei Nunez, sono oggi le testimonianze dei due feudi che hanno portato all’odierno comune di Mandela.

  • Popolazione: 639 abitanti (Mandelesi)
  • Altitudine: 485 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 49 Km
  • Confina a nord con il territorio dei comuni di Licenza e Percile, ad est con Saracinesco, Anticoli Corrado e Cineto Romano, a sud con Vicovaro, ad ovest con Roccagiovine e Vicovaro.
  • Informazioni turistiche presso il Comune tel. 0774.492003

 

DA VISITARE

Chiesa di San Vincenzo

Tracce di insediamenti di epoca romana sparsi sul territorio.

Chiesa parrocchiale di S. Nicola del 1700, patrono del paese.

Chiesa di San Vincenzo è stata edificata dal Marchese Nunez Sanchez a partire dal 1724, ha subito modifiche tranne che per l’interno in stile barocco sobrio ed elegante, è rimasta immutata nel corso del tempo, e annesso Castello baronale con torre.

Chiesa della Madonna della Corona.

Castello dei Marchesi del Gallo.

 

PRODOTTI TIPICI
Olio d’oliva, miele, nociata, ciambelletti al vino, ciambella all’anice, polenta, fettuccine al farro.

 

FESTE E SAGRE

25 APRILE – “Un paese in festa”, antiquariato ed oggettistica.

ESTATE MANDELESE.

PRIMO FINE SETTIMANA DI SETTEMBREFesta di SS Maria e San Rocco.

SETTEMBRE – Festa di S. Gregorio e Panarda. La festa in onore di S. Gregorio, sentita e solennizzata fino a tutto il 1600, cominciò pian piano a decadere, tanto che nel 1800 fu del tutto abbandonata. E’ stata rilanciata nel dicembre 2001. La manifestazione inizia il pomeriggio con un convegno, in cui viene illustrata l’origine e l’importanza che aveva la festa nel passato. Segue una rievocazione storica, in un ambiente tipico, con persone in costume. I festeggiamenti si concludono a sera con una “Panarda”, una cena di elemosina che vede riunite in un locale della Comunità oltre un centinaio di persone, in un rituale di consumo collettivo. Nell’ambiente del convivio viene addobbato un altarino su cui troneggia il busto di S. Gregorio, in mezzo a composizioni ornamentali. La cena è inframmezzata da momenti di preghiera e da musica medievale. (Antiche Terre del Lazio).

PRIMA DOMENICA DI DICEMBRE – Festa dell’olio e sagra della polenta. La festa è un appuntamento fisso da anni, non è soltanto un momento d’incontro tra amici e parenti alle porte del periodo invernale, ma costituisce anche un’occasione per quei romani che amano la gita “mirata” fuori città. Varie le iniziative, tra le quali una visita ai due frantoi, motivo di orgoglio per i mandelesi che producono una delle qualità di olio di oliva più pregiate della zona. Il frantoio è tradizionale, con macine di pietra, situato al piano terra della Torre Giulia, così chiamata in ricordo di Giulia Carlotta Buonaparte che fu ospite del paese all’inizio dell’Ottocento. Più moderno ma non meno efficiente è il secondo frantoio di L. Macchioni. Dopo la Messa, la processione e l’esibizione bandistica, vengono aperti gli stand gastronomici nei quali si distribuisce un bel piatto di polenta con salsicce paesane, da gustarsi tranquillamente anche al coperto. Per chi voglia portarsi a casa qualche prodotto genuino sono aperti punti vendita con ottimi dolci casarecci confezionati dalle massaie di Mandela, tra i quali la “nociata”.

 

DOVE MANGIARE

RISTORANTE/PIZZERIA IL BATTIGLIONE, Largo Piazzetta 2. Tel.: 347/3897271.  ilbattaglione@yahoo.it

RISTORANTE “EUCALIPTO”, Via San Cosimato 24. Tel.: 0774/498190; 340/9389725.

AGRITURISMO “PIAN DI PAPA”, Via fonte bove, Tel. 324/9008055 – info@agriturismomandelapiandipapa.it;

AZIENDA FAUNISTICO VENATORIA “IL TORDO”, Via fonte bove, Tel. 324/004468 – info@afvmandelailtordo.it;

 

DOVE DORMIRE

B&B L’AGORA’, Via Umberto I, 2. Tel.: 06/20433193 – 320/1108393. Palazzo del 1600 con affreschi all’interno.

 

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