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Jenne

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Veduta di Jenne

Nei primi anni del novecento, Antonio Fogazzaro in visita ai Monasteri di Subiaco, alla ricerca di luoghi dove cogliere l’ispirazione per la stesura del Santo, chiese di vedere il paese più povero della regione. Gli fu indicato Jenne. in prossimità della confluenza dell’Aniene con il Simbrivio. Il Fogazzaro, come ebbe a scrivere all’amico allarati-Scotti, il 19 giugno 1903, raggiunse nello stesso giorno, “a piedi”, Jenne con “una passeggiata di cinque buone ore, fra l’andata e il ritorno, per la selvaggia valle dell’Aniene. Che miseria di paese e che gentilezza di sangue!” furono le prime sensazioni colte dallo scrittore vicentino. Nel romanzo, Jenne viene poi descritta “fra i dorsi pendenti alla conca romita”, “incoronata la di fronte dalla povera greggia di casupole che il campanile governa”. Il paese, nelle descrizioni dello scrittore, si anima e colorisce in tutta la varietà dei suoi abitanti: l’oste, l’ostessa, l’arciprete, il medico, la chiesa, il forno, la piazza alla quale si accede “dal dedaluccio di vicoletti dov’è l’osteria”. Spiccano le donne forestiere provenienti da Trevi, Filettino, Vallepietra che si distinguono le une dalle altre “dai busti, dai guarnelli, dalle calzature”. Miseria di paese e gentilezza di sangue – è l’espressione usata dal Fogazzaro per descrivere questo tipico ambiente; una miseria che proviene dall’unica, povera, risorsa economica dell’allevamento del bestiame, gentilezza di sangue derivante invece da un’antica popolazione che ha lasciato silenziose ma profonde orme nella storia, come l’Aniene ha scavato l’arido sasso sul quale è adagiato il paese.

L'Infernigliu

Il territorio è caratterizzato da balze rocciose, da innumerevoli grotte una delle quali, la più famosa, “l’Infernigliu”, ha dato luogo per la sua singolare e misteriosa bellezza a numerose leggende in merito all’origine del paese. Dalle casette, dagli stazi, dalle caverne si diparte una regnatela di tratturi: alcuni s’inerpicano fino ai pascoli montani, altri ridiscendono le coste sassose fino alla gola dell’Aniene seguendone poi il corso serpeggiante. Questi itinerari rappresentano le vie di pascolo percorse da millenni dalla popolazione. L’unico reperto archeologico,attestante l’utilizzazione del territorio, è rappresentato da una spada di bronzo, del XIII sec. a.C., rinvenuta sulle pendici del Monte S. Antonio. La spada a lingua da presa tipo Montegiorgio costituiva probabilmente un corredo funerario, e circostanze del ritrovamento sono tuttavia ignote.

Carrozzabile Subiaco-Jenne

Prima di giungere al paese di Jenne, percorrendo l’odierna Via Provinciale da Subiaco, si riscontrano al margine sinistro della strada, lungo il terrapieno, frammenti di laterizio del periodo romano. Un antico centro abitato sorgeva sul Monte Porcaro e sarebbe quantomeno opportuno un accurato scavo archeologico per la conoscenza della zona. S. Gregorio Magno, nel II libro dei Dialoghi, ricorda la visione avuta da un sacerdote di far visita, il giorno di Pasqua, a S. Benedetto nello Speco di Subiaco per recargli cibo. La chiesa, ai quale apparteneva questo sacerdote, viene individuata dalle cronache per quella di Monte Porcaro, l’antico centro di Jenne. Una chiesa esistente nella zona. prima delle istituzioni benedettine, indica un antico insediamento. Jenne viene nominata, la prima volta, nel diploma di Papa Leone IX, del 31 ottobre 1051, contenuto nel Regesto Sublacense. Con questo atto, Doc. 21, il Pontefice conferma al Monastero Sublacense. insieme ad altri beni, il Fondo di Jenne con tutti i monti, i colli ed i suoi terreni (fundis Gehenne). Nel Doc. 8, senza data, (Privilegio di Giovanni …) si nomina ugualmente il fundum genne e il montem porcario, fra i beni del Monastero.

La Rocca di Jenne

Il diploma è attribuito al sec. VIII-IX. Nella lapide dell’abate Umberto del 1052-53 – Genna – risulta compresa fra i castelli dell’Abbazia. Spiritualmente Jenne dipendeva però dal Vescovo di Trevi. Questa divisione portò i Trebani in lotta con il Monastero per il possesso del castello, che occupava un’importante posizione strategica per il controllo dell’alto Aniene. Papa Niccolò II (1059-61) sottomise Trevi al Vescovo di Anagni quindi anche la sua piccola diocesi, costituita da Vallepietra, Filettino, Collealto e Jenne, seguì la stessa sorte. Intorno all’anno 1079 Ildemondo usurpò Jenne ma l’abate Giovanni V, il Gloriosissimus abbas – assediò il castello ed Ildemondo dovette arrendersi. L’abate edificò la rocca e la fortificò. Ildemondo, di sorpresa, riuscì a rientrarvi ma fu nuovamente espulso dal paese. Per impadronirsi del castello chiese quindi aiuto al conte di Capua. Giordano, che gli inviò milizie longobarde e normanne e con queste assali nuovamente Jenne. L’abate Giovanni riuscì ugualmente a metterle in fuga e per premunirsi da nuovi assalti costruì, nel 1082, un castello sul Monte Porcaro. Nel 1113 lo stesso abate Giovanni concesse Jenne in feudo al Vescovo di Alatri, Crescenzio, suo congiunto.

Vecchia fontana

A Giovanni V succede Pietro IV (1123- 1145), fratello di Ildemondo membro della famiglia feudale contro la quale il potente abate ebbe a lottare duramente. La situazione feudale viene così a modificarsi ripetutamente. Solo nel 1176 si giunge ad una sistemazione definitiva; Filippo di Marano, ormai stanco e vecchio, con l’accordo stipulato il 30 giugno, approvato dal pontefice Alessandro III, diventa Filippo I di Jenne. I suoi discendenti venivano riconosciuti come i Signori di Jenne. Da questa famiglia nacque sempre a Jenne, Rinaldo, poi Alessandro IV, pontefice dal 20.X11.1254 al 25.V.1261, una delle glorie maggiori del paese.

Popolazione: 407 abitanti (Jennesi)
Altitudine: 834 m s.l.m.
Distanza da Roma: 82 Km
Confina a nord con il territorio del comune di Subiaco, a nord est con Vallepietra, a sud con Arcinazzo Romano e Trevi nel Lazio, ad ovest con Subiaco e Arcinazzo Romano.
Informazioni turistiche presso il comune – Tel. 0774.827601; Pro Loco Corso Umberto I, 77. Tel. 0774/827608 fax 0774/827714 www.jenneproloco.it  prolocojenne@libero.it
Parco regionale dei Monti Simbruini – Tel. 0774.827221.

 

DA VISITARE

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo

Chiesa parrocchiale di S. Andrea Apostolo (crocifisso ligneo del XVI secolo). La chiesa fu consacrata nel 1874, di stile neoclassico a Croce latina contiene la statua di S.Rocco, protettore di Jenne. Al suo interno è custodito un crocifisso ligneo del XVI secolo. La Chiesa è aperta tutti i giorni ed è situata in P.zza Vittorio Emanuele I.

Chiesa della Madonna delle Grazie

Chiesa della Madonna delle Grazie

Ruderi della Rocca di Alessandro IV con annessa cappella di S. Maria in Arce (affreschi del XIII secolo).

La Mola Vecchia: Costruita dai padri benedettini nel XI secolo, il vecchio mulino è situato in un punto dove l’Aniene forma un invaso naturale e per secoli utilizzato per la macinazione dei cereali dei paesi limitrofi a Jenne. Opere di ammodernamento della strutture esterne realizzate di recente dal Comune, lo hanno recuperato facendone un’attrattiva per chi ama muoversi a piedi.

Chiesa Madonna della Rocca: unico resto del Castello dove nacque intorno all’anno 1190 Papa Alessandro IV. Il Castello c’era e si può ammirare l’affresco che lo ritrae all’interno della Rocca Abbaziale di Subiaco dove lo ritrae già rovina nel sec. XVII, lo stesso fu luogo di contese tra trebani, benedettini e barbari ma la stessa posizione svettante sulla vallata, mostra ancora oggi quanto doveva essere difficile la conquista; del Castello è rimasta solo la chiesetta, nel cui interno vengono custoditi l’immagine in terra cotta della Madonna con il Bambino e sulle pareti affreschi con pitture del XIII secolo.

Chiesetta S.Michele Arcangelo: Situata in località “Frassetta” (unico pianoro lavorativo di jenne) campeggia una piccola chiesetta da tempo sconsacrata. “Si vuole che la stessa fosse custodita in epoche remote da frati, sette dei quali furono trucidati dai briganti, l’eccidio dei sette frati avrebbe dato origine alla denominazione della piana: Frasetta, ossia Frati sette”. La chiesetta rurale, agli atti in archivio “sub vocabolo Sancti Angeli” (chiamata S.Angelo), appena di recente ristrutturata, è stata riaperta al culto (settembre 2002) con il nome di San Michele Arcangelo.

Mulino comunale

Mulino comunale: Dei primi decenni del ‘900 è funzionante ogni primo lunedì del mese, con le sue macine e le sue tramoggie in legno e ferro è un raro e prezioso esempio di archeologia industriale. Lo stesso può essere utilizzato a scopo didattico.

L’antico forno a legna: Situato nel Borgo Medievale del paese, l’antico “forno a legna”, è un reperto storico ed architettonico che risale all’anno 1751, realizzato in muratura con piano di cottura in pietra refrattaria come anche le pareti laterali ed il soffitto avente forma di volta a sesto ribassato. La volta è costituita da mattoncini refrattari posti in foglio sopra i quali è stato depositato uno strato si sabbia e terra per contenere le dispersione di calore. Anticamente era la fornaia che aveva in gestione il forno ed era suo compito quello di regolare la temperatura del forno e comandare i tempi facendo più volte il giro delle donne già prenotatesi per la cottura. Apportati con il tempo piccoli adeguamenti, l’impianto del sistema di cottura è rimasto identico, infatti tutti i giovedì viene acceso ed utilizzato per la cottura di prodotti tipici.

 

PRODOTTI TIPICI

Formaggi e ricotta (capra e pecora), carne di agnello, pizze alla padella, Fallone, polenta, dolci locali (tozzetti, tortiglioni, biglietti,ciambelle al vino), trota, ‘Ndremmappi (pasta di farina integrale).

 

FESTE E SAGRE

17 gennaio – S. Antonio Abate (benedizione degli animali “infioccati” e degustazione di fave secche e del “fallone”, pizza di granturco cotta alla brace).

19 marzo – S. Giuseppe (processione in onore del Santo).

Luglio – La Jennesina. La Jennesina è una gara podistica competitiva su strada asfaltata di 10,5 km. Nasce da un’idea di Giovanni Lollobrigida del Gruppo Marciatori Simbruini Subiaco, in collaborazione con il comune di Jenne. Contando sull’importante esperienza acquisita dal suo gruppo sportivo nell’organizzazione di La Speata, ha proposto di organizzare questa affascinante gara, incantato dalla particolare bellezza del percorso che congiunge i monasteri benedettini al comune di Jenne. La partenza pomeridiana, ha luogo ai piedi dello splendido Monastero benedettino di S. Scolastica, fondato assieme a quello più in alto di S. Benedetto, dal Santo patrono d’Europa. (Antiche Terre del Lazio).

14 agosto – Processione dell’Inchinata.

15 – 17 agosto – Festa patronale di San Rocco. Dal 14 al 17 agosto si tengono a Jenne i festeggiamenti in onore di S. Rocco, con la processione dell’Inchinata il 14 e la processione di S. Rocco il 15 agosto. I festeggiamenti si aprono la stessa sera del 15 agosto nella piazza del paese ricca di lucernari, addobbi floreali e dove gli abitanti del paese si riuniscono per festeggiare il Santo. Quì prende posto la banda musicale, inizia l’esecuzione dell’antica “marcia di San Rocco”, la banda si avvia verso il palazzo comunale per “prendere” (come si dice a Jenne) la statuetta di San Rocco, portata dal Sindaco ed il fiore affidato ad un cittadino scelto dal consiglio Comunale; da quì si arriva nella Chiesa di S. Andrea Apostolo per partecipare ai riti religiosi e si prosegue con la tradizionale processione di S. Rocco, si attraversano tutti i rioni e si torna nella piazza dove si assiste allo scoppio de “glio gireglio”, grande girandola formata da bengala. Il 16 e il 17 si susseguono giochi popolari, fiera di merci e di bestiame e corteo al cimitero con benedizione dei defunti. (Antiche Terre del Lazio).

Dal 18/08 al 23/08 – Marcia della transumanza. Ogni anno pastori ed allevatori delle compagnie di Anzio, Nettuno ed Aprilia si spostavano insieme alle mandrie per sfuggire al caldo ed alla malaria e raggiungere le più accoglienti montagne del loro paese d’origine ed in particolare la Piana di Fondi. E’ per rivivere quei momenti affascinanti di antica tradizione e per rinsaldare i profondi legami tra le popolazioni di quei luoghi che, dal 1993, si svolge la Marcia della Transumanza, 120 km da Anzio a Jenne a cavallo. Grazie ad essa ogni anno un folto gruppo di cavalieri ripercorre lo stesso tragitto, dall’agro pontino a Jenne, rivivendo e facendo rivivere le emozioni e le ansie che caratterizzavano tale viaggio. La rievocazione si conclude poi nell’ultima serata, con un suggestivo carosello dei partecipanti, canti e balli popolari, distribuzione ed omaggi di caciotta e ricotta nonché abbondanti braciolate. (Antiche Terre del Lazio).

Terza domenica di agosto – Festa della montagna – arrivo marcia della transumanza. Alla piana di Fondi, a 1400 metri di altitudine, cui fanno da cornice boschi di faggi secolari, si effettua nella prima domenica dopo le feste patronali di S. Rocco a Jenne la Festa della Montagna: abbondanti braciolate innaffiate da vino locale, giochi popolari, danze e corse dei cavalli fanno di questa festa una piacevole e rilassante giornata paesana. (Antiche Terre del Lazio).

Quarta domenica di agosto – Festa Madonna delle Grazie.

Secondo sabato di settembre – Madonna della Rocca, con fiaccolata notturna, sagra degli “ndremmappi” e della pizza alla padella.

Terzo sabato di settembre – Ballo della Pantasema. La Pantasema è un grande pupazzo di legno e carta, “prima donna” assoluta della festa, che si manifesta in abiti tradizionali contornata da una serie di personaggi e situazioni caratteristiche del mondo rurale. La festa, dopo canti, balli e degustazioni gastronomiche, termina nel tradizionale falò di mezzanotte in cui la Pantasema viene bruciata, rito metaforico che rappresenta l’essenza del significato della festa. Il Ballo della Pantasema, nonostante periodi di interruzione, ha una lunga tradizione e origini antiche, risalenti addirittura all’epoca pagana. Dal 1991 gli abitanti di Jenne hanno dato nuovo impulso a questa manifestazione, cercando di recuperare tale antico rito ma innestandolo in un’ambientazione scenografica e tematica ogni anno sempre diversa, per mantenere vivo l’interesse e la presenza della gente. La forte caratterizzazione culturale e di tradizione popolare, dunque, miscelata con una continua rivisitazione tematica della festa, pur difendendone l’antico significato allegorico, consente di mantenere vivo uno spettacolo ricco di musiche e danze popolari che, come altre tradizioni, rischiava di andare perduto. (Antiche Terre del Lazio).

24 dicembre / 6 gennaio – Natale a Jenne. A Jenne in occasione del Natale, per celebrare il primo presepe che Francesco D’Assisi ha realizzato nel 1223 nella chiesetta di Greccio, viene ogni anno realizzato un caratteristico presepe a grandezza naturale, che si estende per i caratteristici vicoli del paese. Ad orari e date prefissate (in genere la domenica ed i giorni festivi), il presepe diventa vivente con la partecipazione degli abitanti del paese, con costumi ed attività tradizionali. (Antiche Terre del Lazio).

 

DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE

OSTELLO/B&B “IL LESCUSO”, Località Lescuso Tel. 0774/827169

B&B LA VILLETTA, Via Cesarea snc. Tel.: 0774/827051; 349/7707185

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