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Cineto Romano

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Veduta di Cineto Romano

La Tabula Peutingeriana, copia di un’antica carta dell’Impero romano riporta tra la città di Varie (Vicovaro) e Carsulis (l’antica Carsoli), una stazione intermedia denominata Lamnas. Vari archeologi e topografi hanno tentato di individuare questo antico centro con uno degli attuali paesi posti sulla direttrice Arsoli-Roviano-Cineto senza giungere, tuttavia, ad un preciso riscontro. L’opinione più diffusa resta comunque quella di identificare l’antica Lamnas con il territorio attualmente denominato “La Spiaggia”, ricordato frequentemente negli antichi documenti col nome Ferrata. Ad alcune miglia di distanza, da questa località, sorge l’attuale Cineto denominato, in passato, Scarpa. Dalla Valle dell’Aniene il paese resta precluso allo sguardo ma, lasciata la Via Valeria e risalito il corso di un grande torrente, dopo breve, il paese sovrastato dalla rocca appare in tutta la sua suggestiva bellezza. È il caratteristico aspetto dei centri medioevali con le stradine che si intrecciano fra loro aggirando il colle, che salgono e ridiscendono seguendo le balze rocciose fra archi, torrette e sporti.

Torre dell'Orologio

I resti dell’antichità dovevano risultare più evidenti nel passato; Luigi Degli Abati, nel 1888, nella sua opera “Da Roma a Sulmona” scrisse che: “nel paese di Cineto vi sono ruderi appartenenti alla tribù di Scaptia”. Gli anziani ricordano, sulla piazza di Cineto, anche blocchi di pietra e cippi con varie iscrizioni latine. Delle memorie del passato oggi è possibile solo riscontrare un  reperto collocato sulla via provinciale, all’ingresso del cimitero. Appartiene ad un’ara funeraria decorata da un fregio dorico dove le triglifi si alternano a metope decorate con due tipi di fiori di anthemis. La superficie appare molto dilavata e l’epitaffio risulta essere in parte interrato  rispetto a quando venne riportato nel Corpus Inscriptionum Latinarum. L’iscrizione pubblicata nel vol. XIV, al n. 3491, ricorda i nomi dei due dedicanti, il figlio e il marito della defunta. Trattasi di una liberta di Sesto Titieno il cui cognome Musa risulta di origine greca; anche l’altro nome Syneros, appartenente alla gens Muttia, è di origine greca e compare in analoghe attestazioni nell’area equo-sabina. Nel paese di Cineto, in Via della Porta, è murato inoltre un frammento di epigrafe che riporta il nome gentilizio Caius Clodius ed indica la realizzazione di un’opera. Sulla facciata della torretta dell’orologio, sempre in Via della Porta, sono anche murati due fregi mentre altro materiale si può riscontrare riutilizzato nelle costruzioni medioevali.

Scalinata del castello

Non lontano dall’abitato vi è un profondo pozzo detto delle Morge, che erroneamente da alcuni scrittori è stato messo in relazione con le sorgenti dell’Acqua Marcia, considerandone l’origine oltre il lago del Fucino, secondo la descrizione di Plinio. Il pozzo, oggi chiuso da una grata in ferro, è stato a lungo oggetto di studio; Biondo da Forlì scrive che: “gettandovi un sasso di due libbre di peso, non perveniva a toccar il fondo, se non dopo aver con pausa recitato due esametri di Virgilio”. Ritenuto, da molti, artificiale è legato comunque al fenomeno carsico, all’abbondanza, freschezza e salubrità delle acque che scaturiscono attorno a Cineto formando rivoli, laghetti e caratteristiche cascatelle. Queste acque e la particolare posizione geografica, lungo un’importante collegamento con la Sabina, hanno sicuramente interessato le primitive comunità pastorali per la utilizzazione del territorio. Escludendo le testimonianze archeologiche, poche per la verità, ma significative per lo studio della regione, le fonti su questo antico centro sono piuttosto tarde. Le prime notizie si riferiscono alla edificazione della Chiesa di S. Maria delle Grazie, ritenuta avvenuta durante il pontificato di S. Gregorio Magno (590-605). In questo periodo il monaco benedettino Severo, durante il suo viaggio, attraverso la Provincia Valeria, rimase colpito dai luoghi e vi eresse la chiesa, che successivamente venne donata ai Benedettini.

Piazza

Dopo le incursioni dei Saraceni, la tradizione vuole che la chiesa venisse ricostruita da S. Francesco d’Assisi, in occasione del suo viaggio a Subiaco, che vi istituì un convento per i francescani chiamati, dal luogo, frati scarpanti. I francescani tennero il piccolo convento fino alla sua soppressione, disposta da Innocenzo X, con bolla del 9 marzo 1635. Le prime fonti su Cineto (anticamente Scarpa) sono riportate nel Chronicon Sublacense: nell’anno 1183, quando l’abate Simone ebbe da Raone la restituzione del castello di Roiate vi pose, a custodia, “Costo di Scarpa” con suo figlio: – turrem dedit ad tenendum in manus Costi et B.filii S.de Scarpa – Nel Regesto Sublacense il Documento 159,datato 21 maggio 1180, attesta un tal Gerardo di Scarpa presente al giuramento prestato da Raone di Roiate all’abate Simone e nomina quali custodi “tosti et B.filii G. de Scarpa”.

Castello Orsini

Nel XIII secolo Matteo, signore di Scarpa, concesse metà del castello al cardinale Napoleone Orsini in cambio della quarta parte del Castel del Lago. Il 12 aprile 1291 lo stesso Matteo gli accordò la prelazione per l’acquisto dell’altra metà. Negli Stati Tiburtini, del 1305 e del 1500, Scarpa figura tra i castelli censuari. Nel 1400 è compreso fra i castelli di Giacomo Orsini, conte di Tagliacozzo, ai quali fu accordata una riduzione della tassa del sale con bolla di Bonifacio IX. Con chirografo di Paolo V, del 30 settembre 1611, Pietro, Paolo e Lorenzo Orsini cedettero metà di Scarpa a M. Antonio Borghese. Successivamente con autorizzazione dello stesso pontefice, chirografo del 3 aprile 1612, Bertoldo Orsini ed altri discendenti vendettero anche l’altra metà. Il Castello di Scarpa passò cosi in proprietà dei Borghese fino alla soppressione della feudalità contenuta nel Motu Proprio di Pio VII del 6 luglio 1816. Il 1 maggio 1884 Scarpa mutò il nome in quello attuale, www.cineto.it/profilo-del-comune-small.html.

Scavi di due tombe alla cappuccina

  • Popolazione: 680 abitanti (cinetesi)
  • Altitudine: 519 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 55 Km
  • Confina a nord con il territorio del comune di Percile e Vallinfreda , ad est con Riofreddo, a sud con Anticoli Corrado e Roviano, ad ovest con Mandela.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel.0774.928016; Pro Loco Via XV Novembre 8. Tel. 0774/928016 Fax 0774/928015  www.prolococineto.it   prolococineto@yahoo.it

 

DA VISITARE

Palazzo baronale: dell XI secolo, molto rimaneggiato, con torre merlata. E’ un bell’esempio di arte medievale; accanto, la torre dell’orologio, che sostitui’ la campana civica;Il castello varie volte saccheggiatodai tiburtini aizzati da Urbano VI, rimase agli orsini fino al 1612,anno in cui ceduto ai Borghesi che lo vendettero nel 1925 a Cursio Gramiccia.Dopo la morte di questi passo’ agli Oblati di Maria Immacolata che l’acquistarono all’asta esattoriale nel maggio 1934.Successivamente fu lottizzato e rivenduto a dei privati.

Chiesa San Giovanni Battista

Chiesa di San Giovanni Battista : edificio a tre navate costruito intorno al 1650; custodisce una tela del XVI secolo e le reliquie di alcuni Santi autenticate dalla chiesa. Subì nel tempo vari rimaneggiamenti. Il campanile d’epoca, distrutto dal terremoto del 1915, fu ricostruito nel 1933.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie: ad un chilometro dal centro abitato, di antica fondazione(500d.c.) fu più volte distrutta. Verso il 1217 S. Francesco d’ Assisi, in occasione del suo pellegrinaggio al Sacro Speco di Subiaco, posò la prima pietra per la ricostruzione della chiesa, dedicandola a Santa Maria Delle Grazie; contemporaneamente vi istitui un convento per i suoi frati, da qui denominati frati “scarpanti”. L’ attuale edificio risale al 1700 circa, è composto di un’unica navata con altare in muratura e nicchia scavata nel centro.

Pozzo delle Morge: Cavità naturale circondata dal verde degli ulivi. Ha un diametro di 3 m e una profondità di circa 500 m si svolge perpendicolarmente nel sottosuolo per altri 1700m. E’ citato storicamente per la prima volta nel XVI secolo come carcere per i delitti capitali.

Cascate di Rioscuro: salto naturale delle acque del torrente che scende impetuosamente dalle montagne.


PRODOTTI TIPICI

La cucina locale ha un’ impronta essenzialmente genuina, che predilige ingredienti semplici e sapori naturali. Rinomata fin dall’antichità la produzione dell’olio extravergine di oliva in vendita presso il frantoio o privati. Piatti tipici sono: la polenta con le lumache, le ciambelle cinetesi aromatizzate all’anice, biscotti di tutti i gusti e formaggi vari.

 

FESTE E SAGRE

FEBBRAIO: Sagra della polenta – Carnevale Cinetese – Festa Patronale di Sant’Agata (5 FEB.) – Santa Dorotea (6 FEB.).

MARZO-APRILE: Rappresentazione del Venerdì Santo presso le vie del paese.

MAGGIO: Festa della Mamma – “SPEATA”, Pellegrinaggio alla “MADONNA DEL LAGO”.

13 GIUGNO: Festa in onore di Sant’Antonio

AGOSTO CINETESE: Sagra delle sagne di farro- giochi popolari- tornei sportivi– mostre artigianali.

16 AGOSTO: Festa in onore di san Rocco.

29/30 AGOSTO: Festa patronale in onore di San Giovanni Battista e della Madonna del Carmine. Durante i festeggiamenti ha luogo la tradizionale sagra della “Ciammella” (gustose ciambelle preparate con farina, uova, anice e alloro).

NOVEMBRE:Fagiolata di San Martino.

DICEMBRE: Allestimento del presepe nei boghi del castello – Capodanno con la Pro-Loco.

 

DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE

Albergo/Ristorante L’Oliveto, via XV novembre, 17/A. Tel.: 0774/928023 – 0774/928000.

B&B La Locanda della Casella, via della casella 10/12. Tel.: 0774/928053; 335/8757454. www.locandadellacasella.com

 

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