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Cervara di Roma

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Veduta di Cervara di Roma

Cervara trae il nome dai cervi che un tempo,numerosi, vivevano nel territorio, come rilevasi dai molteplici fossili rinvenuti in più parti. La presenza di questi animali nella regione ha dato origine,sulla riva opposta dell’Aniene, alla leggenda di S. Eustachio ambientata in un luogo di caratteristiche simili. Il Comune di Cervara, a testimoniare l’origine della denominazione, ha inserito nel proprio stemma un cervo, raffigurato nell’atto di spiccare l’abituale salto. Il caratteristico scoglio, sul quale è aggrappato il paese, richiama alla mente proprio i cervi, gli unici animali che possano agevolmente muoversi fra questi dirupi.Il paese, ubicato in questo singolare ambiente, offre scorci caratteristici e vedute interminabili da ogni lato, dove l’occhio può spaziare per tutta la sottostante vallata. Lo sperone roccioso, che fa da sostegno a tutto il paese, è sovrastato, ad oltre mille metri di altitudine, dalla fortezza circoscritta da innumerevoli casette che sembrano generarsi dalla roccia e costituire con essa un unico insieme.

La suggestiva bellezza del paesaggio ha ispirato, nel secolo scorso, un folto numero di artisti stranieri, primo fra tutti Samuel Flnley Breese Morse, conosciuto come l’inventore del telegrafo. Fra le tante opere, che hanno raffigurato il tipico ambiente di Cervara, è celebre la tela di Herbert, “Le Cervaroles”, conservata nel Museo del Louvre di Parigi. Le origini di questo caratteristico paese si perdono nel passato: l’abbondanza della selvaggina e l’attitudine del territorio al pascolo furono sicuramente le basi dei primi insediamenti. In seguito, l’esigenza di creare un luogo difensivo. Inaccessibile, spinse invece a costruire la fortezza ed il paese quali tuttora appaiono.

Dipinti tra le scalinate

Le testimonianze archeologiche sono quasi inesistenti, anche se l’esame del territorio lascia ipotizzare antichi insediamenti. I primi e forse unici reperti sono venuti alla luce solo lo scorso anno in occasione dell’apertura di una strada montana, in localita “Le More”, quasi a confine con il Comune di Subiaco. Sotto la grande parete rocciosa, che caratterizza la località, è possibile individuare cinte murarie a secco che delimitano ripari sotto roccia o luoghi di culto. I numerosi frammenti di ceramica, rinvenuti su una lunghezza di circa duecento metri. attestano consistenti insediamenti, dell’età del bronzo, appartenenti alla Civiltà Appenninica. I reperti presentano le caratteristiche degli altri insediamenti dei centri vicini e, in analogia a questi. indicano anche la sovrapposizione di culture successive. Questa constatazione lascia presumere che il territorio sia stato abitato continuamente. L’esame della Tabula Peutingeriana fornisce, in tal senso, un indizio sulla probabile utilizzazione del territorio anche nel periodo romano. La carta riporta infatti un collegamento viario tra l’antica Carseoli e Sublaqueo attraverso il “Monte Gram. – Monte Carbonario e Vignas”, prima di raggiungere Subiaco. Questo asse viario, come direttrice, corrisponde proprio a Cervara.

Dipinti tra le piazzette

Ad Arsoli e Vignola le testimonianze romane sono consistenti ed il Gori, nel secolo scorso, rilevò che nell’andare da Subiaco a Cervara si percorre una via antica silicibus strata” che potrebbe corrispondere a quella riportata nell’antica carta topografica. Alcuni storici ritengono che il nome Cervara derivi CERVARA: IL PIU ALTO CASTELLO DELLA VALLE DELL’ANIENE dalla voce latina Cervaria, confermata da una lapide rinvenuta presso Cori sulla quale è riportata la seguente epigrafe: CERVARIA – SP – F – FORTUNATA – MAGISTRA – MATRI-MATUTAE.
Il nome latino Cervaria si ritrova anche nei documenti medioevali per indicare prima il monte e poi il borgo dove sorse il castello. Il primo documento che nomina Cervara riportato nel Regesto Sublacense, con la data del 21 agosto 884 – Doc. 6, viene considerato l’atto di nascita del paese. Con questa donazione Cesario. Console e Duca, figlio di Pipino cede all’Abate Stefano vari possedimenti del territorio Sublacense; tra questi è compreso il “monte qui dicitur Cervaria”. Il documento risulta poco attendibile perché riporta. come riferimento cronologico, il quarto anno di papa Adriano ed il quarto anno di Carlo Magno Imperatore. Esistono quindi tre date in contraddizione fra loro se riferite al Pontificato di Adriano I (9.2.772- 25.12.795). di Adriano II (14.12.867-14.12.872), di Adriano III (17.5.884-11.885). II documento quindi risulta di dubbia autenticità ed anche gli atti successivi contengono varie discordanze. Come data certa Cervara risulta compresa nell’elenco dei castelli riportati nella lapide dell’Abate Umberto, dell’anno 1052-1053, murata sulla facciata della Cattedrale di S. Scolastica. Da questa data le vicende storiche di Cervara appartengono alla storia dell’Abbazia di Subiaco.

Fortezza di Cervara

 Nel 1273 alla morte dell’abate Enrico, il monaco Pelagio con l’aiuto di Bartolomeo di Jenne occupò Cervara commettendo ogni sorta di delitti finchè, dopo un lungo assedio, l’abate Guglielmo riuscì a riprendere il castello e condurre Pelagio in prigione. Pompeo Colonna, abate di Subiaco e vescovo di Rieti, nel 1511, propagatasi la falsa notizia della morte del papa Giulio II tentò di sollevare la popolazione di Roma. Guarito il Pontefice, Pompeo venne dichiarato colpevole di lesa maestà, privato del titolo di Vescovo e dei benefici ecclesiastici. Pompeo Colonna lasciò allora Subiaco per ritirarsi a Cervara ove edificò la Rocca. Nell’aprile del 1592, il paese subì un duro attacco da parte dei briganti di Marco Sciarpa, che procurarono ingenti danni e numerosi morti. Dopo questi avvenimenti la fortezza andò con il tempo decadendo finchè Pio VI ne tentò il restauro, ma fu distolto dagli architetti e da Giuseppe Catani considerate le enormi spese. Durante il Pontificato di Pio VI Cervara ottenne altri benefici. Eresse la Chiesa in Collegiata, la dotò di libri ed arredi sacri, condonò alla popolazione gli arretrati delle tasse sul macinato. Fece dono alla Chiesa del corpo di un martire, trovato nelle catacombe di S. Callisto a Roma. Nel cimitero vicino al corpo fu rinvenuta una lapide recante l’iscrizione Felix, pertanto venne onorato con il nome di Felice. S. Felice è anche il protettore di Cervara festeggiato il giorno 3 luglio.

  • Popolazione: 495 abitanti (Cervaroli)
  • Altitudine: 1053 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 65 Km
  • Confina a nord con la regione Abruzzi, ad est con Camerata Nuova, a sud con Subiaco, ad ovest con Agosta, Marano Equo e Arsoli.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel.0774.828715; Pro Loco Piazza Umberto I, 2. Tel.0774/4828715; fax 0774/828762  cervaradiroma.comune@virgilio.it

DA VISITARE

Chiesa Maria SS della Visitazione

Chiesa di Maria SS. della Visitazione.
Al di sotto della rocca è la collegiata di Maria SS. della Visitazione, in pietra locale e provvista di vecchia torre campanaria. La chiesa, appoggiata sul pendio della roccia e intitolata anche ai santi patroni Elisabetta e Felice, presenta all’esterno un bel portale quattrocentesco e un antico campanile, mentre all’interno marmi policromi sull’altare, una Visitazione e una Madonna del Carmine dipinti nel XVIII secolo e un Santissimo Salvatore su tavola del XV secolo.

Chiesa di S. Maria della Portella
La chiesa di Santa Maria della Portella, come indica il nome, sorge alle porte del paese, in posizione isolata a dominio della valle dell’Aniene. Nella chiesa si venera una Madonna con Bambino in terracotta ed è di prossima apertura il Museo degli ex voto di Santa Maria della Portella.

Sito archeologico presso la località Le Morre (tarda età della pietra – prima età del bronzo).

Belvedere della Rocca medievale; Roccia della Pace.

Chiesa Santa Maria della Portella

Chiesa di S. Emidio.

Sculture su pareti rocciose dislocate in vari punti del paese.

Centro Visite Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Scalinata degli artisti: negli anni ’70, abbandonate le mostre etemporanee, si cercò di arricchire l’intero nucleo urbano di Cervara di Roma con opere “stabili”, che potessero essere ammirate non più per un breve periodo, ma in permanenza. Così numerosi artisti, attratti dalla bellezza del luogo, si sono inseriti nell’ambiente, lasciando una propria testimonianza, con rispetto e discrezione. Dalla mano e dallo scalpello di giovani provenienti da ogni parte del mondo è dunque nata la Scalinata degli artisti: ovunque ci sono opere, murales, dipinti che compaiono tra le case di pietra, le scalinate, le piazzette, dove l’accesso alle automobili è impossibile. (Antiche Terre del Lazio).

ARTE

Cervara, il paese scolpito nella roccia

Dipinti tra le case di pietra

Intorno agli anni ’80 del Novecento giunse a Cervara Vincenzo Bianchi, storico dell’arte e docente dell’Accedemia delle Belle Arti di Firenze, che coinvolse gli abitanti e i suoi allievi nella grandiosa “Scalinata degli artisti”, realizzata nel 1986 per collegare una piazza a valle (il punto in cui si lascia la macchina per proseguire rigorosamente a piedi) con la più alta piazzetta principale del paese. Il progetto traduceva la poesia di Alberti che definisce Cervara “una scultura nella roccia” con la creazione di forme scolpite sulla roccia calcarea a strapiombo. Tra le curiose sculture simboliche vi sono colombe, serpenti, gufi, quattro “prigioni” e un Icaro. L’acquisizione di questo patrimonio figurativo ha suggerito l’idea di dar vita al Museo d’Arte per la Pace, per l’esposizione di opere contemporanee accomunate dal concetto di pace e fratellanza; caratteristica principale è il costituirsi all’aperto e il fondersi liberamente con gli elementi della natura. Tra i primi ad offrire i propri lavori sono stati Treccani, Mastroianni, Fazzini, Tamburi, Biasion, D’Ariego e Garofalo. Cervara fu scelta come luogo di villeggiatura e soggetto ideale da moltissimi artisti italiani e stranieri per gli stupendi paesaggi, il fascino delle donne, i costumi e le tradizioni degli abitanti. Il primo in ordine di tempo a lasciare testimonianza del suo passaggio fu nell’Ottocento il tirolese Giuseppe Antonio Kock, a cui seguì Bartolomeo Pinelli, il più prolifico illustratore di Roma e della sua provincia.

Nel secolo scorso giunsero altri celebri artisti: Oska Kokoschka, Sante Monachesi, Domenico Purificato, Aldo Riso, Giuseppe Ciotti, Kattinis, Hebborn Albanese; alcuni di questi vollero lasciare traccia della loro permanenza eseguendo affreschi, murales e poesie su vecchie abitazioni e piazze.

Museo della Montagna: Transumanti, Artisti e “Pitturi”
Allestimento di mostre tematiche a rotazione, la scelta espositiva attraverso la quale di volta in volta vengono scandagliati gli aspetti salienti della vita comunitaria di Cervara di Roma. La transumanza tra i monti e la campagna, che portava via dal paese, per un lungo periodo, la popolazione maschile; il ruolo delle donne nella gestione della comunità nei periodi di transumanza; i mestieri itineranti; i cicli religiosi, testimoniati da oggetti provenienti dal santuario di Santa Maria della Portella, sono alcuni dei temi cardine che sono stati seguiti nell’ideazione di questo museo. Altrettanto importante il tema legato ai “pitturi”, ovvero agli artisti che nel corso del XVIII e XIX secolo si stabilirono a Cervara attratti della bellezza del paesaggio e delle donne che, immortalate dal Pinelli, con indosso il costume tradizionale, divennero l’icona laziale del Grand Tour. Via G. Verdi c/o Comune, tel.: 0774/828715. Orari: sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00

PRODOTTI TIPICI
Fettuccine al tartufo, ai funghi porcini, al castrato; gnocchi, polenta, strozzapreti, carne alla brace (salsiccia secca aromatica e salsiccia secca di suino); pecorino al forno, pecorino e ricotte di produzione locale.

FESTE E SAGRE

17 GENNAIO:  “Sant’ Antonio Abate”, con processioni, fuochi pirotecnici e cena in piazza per tutti .

VENERDI’ SANTO: “Caratteristica Processione”

Dal 1 al 3 LUGLIO: Festa dei Santi Elisabetta e Felice” patroni del paese con varie esibizioni bandistiche

15 AGOSTO: Processione dell’ Inchinata” caratteristico incontro tra due processioni .

16 AGOSTO “Festa di San Rocco” con ballo della “Mammoccia”, pupazza di carta intorno alla quale avvengono i festeggiamenti .
“La soffitta della nonna” mercatino di cambio e scambio .

SETTEMBRE: Festa degli Artisti, manifestazione di due giorni nata nel 2000, ogni anno dedicata alla figura di un pittore diverso, con esposizione delle sue opere. Nella manifestazione prendono vita ance il premio di poesia romanesca “Città degli Artisti” e l’evento musicale “Er core de Roma”. Un’occasione per un viaggio di scoperte tra la cultura, l’architettura e l’ambiente di un borgo riconosciuto come Villaggio ideale d’Europa, non a caso meta di grandi artisti che tra le vie arroccate hanno lasciato murales e poesie incise, da Hèbert ai giovani che hanno scolpito la “Montagna d’Europa” dedicata alla pace nel mondo. Nel corso della Festa degli Artisti di Cervara di Roma non mancano ovviamente il folklore, con il Ballo della Mammoccia e la buona tavola, sia grazie al percorso “Qua e là degustando”, sia grazie all’apertura degli stand della Sagra del Tartufo, con musica dal vivo e esposizione di alcuni strumenti musicali tradizionali e popolari. (Antiche Terre del Lazio).

ULTIMA SETTIMANA DI DICEMBRE: Sagra dello Recalicu”. Piatto tipico composto da: farina di polenta, fagioli, pecorino ed olio d’oliva.

DOVE MANGIARE

ROSSI: Via Goito, 5. Tel.: 0774/828728. Lavora solo i fine settimana.
TRATTORIA FERRARI: Via XX settembre, 1. Tel.: 0774/828720 – 338/15458390. Riposo settimanale il lunedì.

DOVE DORMIRE

OSTELLO LA LOCANDA DELL’ORSO, Strada per Campaegli, loc. Prataglia. Tel.: 346/6651190; 349/6368279.
B&B VILLA GIUDITTA: Via S. Maria, 47. Tel.: 349/6368279. E’ composto da tre stanze con sei posti letto.
BERG HOTEL OPPURE ASSOCIAZIONE PICCOLO APPRODO DELLE VOLPI: Loc. Campaegli, Via Castel Amato 15. Tel.: 331/2135883; 348/5174370. www.campaegli.com

 

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