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Camerata Nuova

www.cameratanuova.com

Veduta di Camerata Nuova

Nella storia della Paletnologia, scienza che studia la civiltà dei popoli preistorici, Camerata occupa un posto di particolare rilievo. Infatti nella seconda metà del secolo scorso, agli inizi degli studi paletnologici in Italia, vennero alla luce nel suo territorio alcune tombe della “civiltà eneolitica” che suscitarono un vivo interesse. Ritrovamenti simili avvennero anche a Cantalupo-Mandela e Marcellina, per cui si può tracciare anche la direttrice di penetrazione di questa civiltà nella zona. La scoperta venne segnalata, lo stesso anno del ritrovamento (1888), nel Bullettino Paletnologico Italiano, nel 14° anno della sua stessa fondazione per opera di Luigi Pigorini. Attraverso l’esame dei ritrovamenti di Camerata si potè stabilire l’appartenenza dei reperti alla Cultura di Rinaldone, nome proveniente dal luogo della prima scoperta. Si tratta di stirpi “anatoliche” guerriere, caratterizzate dall’indole combattiva e dalla vita nomade dei cacciatori. Di statura “gigantesca”, essendo gli individui rinvenuti alti oltre due metri, si insediarono facilmente in varie località per la netta superiorità delle loro armi e per il portamento fisico. Le tombe, scavate nella roccia e chiuse con lastre della stessa pietra, contenevano il defunto in posizione “fetale” o rannicchiata. Il corredo funebre consisteva in asce di rame e litiche, frecce di selce, pugnali in rame e mazze sferoidi in pietra levigata. La ceramica rinvenuta è di impasto nero-lucido (buccheroide) in netta analogia con quella della “Civiltà Appenninica” (Cfr. Agosta, Cervara, Subiaco).

Nella Valle dell’Aniene il ritrovamento di “ossa gigantesche”, oltre a Camerata, trova riscontro in analoghe segnalazioni a Bellegra ed a Cerreto. Se i ritrovamenti archeologici testimoniano antichi insediamenti umani nel territorio di Camerata, le fonti storiche, al contrario, sono alquanto tarde. Camerata, per la prima volta, compare nel Documento 208 del Regesto Sublacense, datato novembre 1060. Con questo atto il Conte Rainaldo di Carsoli dona, all’Abate Umberto, la Chiesa di S. Pietro e la rocca di Camerata: Idest ecclesia sancti Petri que sita est in camorata – cum toto edificio suo – et cum omnibus ad eam pertinentibus – Seu et ipsa rocca in capite de ipsa camorata. La lapide dell’Abate Umberto del 1053, murata sulla facciata della Chiesa di S. Scolastica fra i possedimenti appartenenti all’Abbazia comprende Cervara, Arsoli, Oricola e Carsoli ma non include Camerata. Quindi prima dell’anno 1060 non si hanno notizie intorno a questo castello che, a quella data, risulta invece edificato, fortificato con una rocca e dotato di Chiesa.

Ruderi di Camerata Vecchia

Per gli anni successivi il Chronicon Sublacense fornisce alcuni dati: l’Abate Giovanni V (1069-1 121 ) rivendica il castello di Camerata al Monastero per 30 libbre. Successivamente l’Abate Pietro IV (1 123-1 145) lo concede in feudo a Gregorio di Anticoli in cambio del castello di Monte Casale. A sua volta Lando. figlio di Gregorio di Anticoli, offrì il feudo di Camerata a Oddone di Palombara. L’Abate Pietro, conosciute però queste trattative, riprese il castello di Camerata con le armi con l’aiuto dello stesso Oddone che ebbe, come compenso, la meta del castello. La parte ceduta ad Oddone venne riscattata successivamente dallo stesso Abate Pietro per 60 libbre. Camerata torna così completamente sotto il governo dell’Abbazia di Subiaco. Nel 1115 Pasquale II conferma fra i beni del Monastero Sublacese la Rocca in Camerate e le Chiese sancti Martini de Egellis et sancti Petri de Capruino. L’antico castello di Camerata, circondato da mura e protetto da una solida torre, sorgeva a monte dell’odierno paese come si riscontra dalle imponenti rovine che tuttora si elevano ad oltre 1250 metri sul livello del mare. Il paese era arroccato su una rupe che ne rendeva difficile la presa e sul suo fianco si apriva una sola porta. L’antico centro venne distrutto da un incendio, nel gennaio del 1859, ed il nuovo paese, denominato Camerata Nuova, venne ricostruito sotto il Pontificato di Pio IX in una posizione più favorevole.

Incendio

La popolazione, gente semplice, religiosa e fortemente legata ai luoghi natii, faticosamente ricostruì le case, gli edifici di culto e riprese ad utilizzare il vasto territorio montano. L’unica fonte di economia è costituita dall’allevamento del bestiame. un’attività che affonda le origini in remote civiltà “… pascendisque gregibus ex antiqua populi arte, vacare”. Camerata si onora di aver dato i natali a Sigismondo Scaccia, autore di numerose opere giuridiche di notevole pregio che vennero pubblicate nel XVII secolo. Prima dell’incendio del vecchio castello gli abitanti mostravano ai visitatori la casa paterna di questo illustre giurista. Nacque a Camerata anche Monsignor Lorenzo Serafini, che diede il nome all’istituto dei padri Cappuccini. Si distinse per pietà, dottrina e per l’ufficio di predicatore apostolico. Ottenne l’onorifico grado di definitore e di lettore di sacra teologia, che insegnò anche nel seminario sublacense. Il Pontefice Gregorio XVI lo elevò all’ordine episcopale.

  • Popolazione: 486 abitanti (Cameratani)
  • Altitudine: 810 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 75 Km
  • Confina a nord con la regione Abruzzi, ad est con la regione Abruzzi, a sud con Subiaco e Vallepietra, ad ovest con Cervara di Roma.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel.0774.935024; Pro Loco Via Alessandro Manzoni 1 Tel. 0774/935024 – fax 0774/924240 proloco@cameratanuova.com www.cameratanuova.com

 

DA VISITARE

Arco di sostegno della Chiesa di Camerata Vecchia

A soli 74 km da Roma, uscendo dall’A24 (uscita Carsoli), neanche si immaginerebbe a cosa ci si può trovare davanti. Infatti, dopo il bivio per Oricola-Pereto e dopo i primi paesaggi più selvaggi – rispetto alla piana di Carsoli – cominciano ad apparire, immerse in un verde dalle più svariate tonalità, le prime case di Camerata Nuova.
Da non perdere sono i ruderi di Camerata Vecchia, costruita sulla sommità di un promontorio roccioso inespugnabile, il cui castello era circondato da imponenti mura nelle quali si apriva un’unica porta. Purtroppo nel 1859 il paese venne distrutto da un violento incendio, tanto da costringere gli abitanti a recarsi nella piana sottostante e costruire un nuovo paese, Camerata Nuova.

Ci sono stati anche rinvenimenti neolitici, soprattutto tombe, che hanno fatto pensare ad un’antica civiltà arrivata ad espandersi fino a Mandela e Marcellina.

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in Cielo

Da non perdere inoltre la chiesa di S.Maria Assunta in Cielo (1868), in stile neo-classico, che conserva una pregevole statua lignea raffigurante S.Antonio Abate e una in marmo peperino del ’600 raffigurante la Madonna della Pietà, e il santuario della Madonna delle Grazie del 1622, meta di pellegrinaggi nel giorno di Pasquetta. Una delle mete preferite dagli escursionisti (a piedi, a cavallo, in mountain-bike o con gli sci da fondo) è dal centro del paese (m 810) a Monte Autore (m 1800), sia risalendo il Fosso di Fioio, Praticello e il Fondo della Femmina Morta che passando per i suggestivi pianori di Camposecco (m 1400).

Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

 

 

PRODOTTI TIPICI: Raviolo dolce, Frascareji, Sagne m’pezze, Castrato, agnello, manzo cotto alla brace, Ciambelletti al vino, Crostata di mandorle,     Paneaju (tipico dolce natalizio ripieno di frutta secca).

 

FESTE E SAGRE

17 Gennaio– Processione di S.Antonio Abate con la tradizionale benedizione degli animali.

Gennaio: Sagra della braciola di castrato. L’annuale manifestazione ricorda l’evento dell’incendio del vecchio borgo di Camerata Vecchia avvenuto il 9 gennaio 1859. La tradizione vuole che ad incendiare il paese sia stato un incendio propagatosi da una casa nella quale alcune persone stavano arrostendo delle braciole di castrato. Al centro della piazza principale (Piazza Roma) viene acceso un grande fuoco sul quale vengono cotte le braciole, poi vendute ai partecipanti alla sagra. (Antiche Terre del Lazio).

Aprile- Festività Pasquali; festa patronale in onore della Madonna delle Grazie. Ottavario di Pasqua: giochi popolari, ballo della pupazza, fuochi pirotecnici e spettacolo musicale.

Luglio- Sagra del raviolo dolce e spettacolo folcloristico; Sagra della panzanella.

Agosto- Estate Cameratana- Etnofestival, cinema in piazza per ragazzi. La manifestazione nasce nel 2001 e si prefigge da subito lo scopo di valorizzare giovani gruppi musicali emergenti. Viene organizzato nella stagione estiva, quando nel paese di Camerata Nuova ed in tutti i comuni dei dintorni vi è un certo flusso turistico, composto principalmente dalle famiglie che si sono trasferite nella capitale, o nei grossi centri del suo hinterland. Si comincia nel pomeriggio con l’esibizione per le vie del paese di artisti di strada e gruppi di musica popolare; per i bambini ci sono ogni anno clowns e un piccolo circo. Nella stessa giornata è possibile trovare stand con esposizione e vendita di prodotti artigianali ed altre bancarelle con prodotti diversi che giungono spontaneamente attratte dall’evento. La sera, nella piazza principale del comune, si esibiscono gruppi musicali emergenti e vengono allestiti stand di primi piatti, birra e panini. (Antiche Terre del Lazio).

15 Agosto– Asta degli attrezzi, sagre di prodotti tradizionali. Tributo a Massimo Urbani: musica Jazz e Blues; manifestazione sugli antichi mestieri.

1° settembre – Festa di S. Egidio. Prima domenica dopo l’8 settembre- Festa patronale in onore della Madonna della Pietà e di S.Antonio Abate; ottavario della festa patronale.

A settembre, l’Associazione Pro Loco di Camerata Nuova organizza una mostra micologica ed un percorso enogastronomico per le vie del paese.

Ottobre- Sagra della salsiccia. Un tempo questo era il periodo durante il quale si macellavano i maiali e cominciava la preparazione di tutti i prodotti realizzati con la loro carne. Per l’occasione a Camerata Nuova viene acceso un grande fuoco sul quale vengono arrostite tante salsicce. Musica in piazza per degustare la specialità del luogo, ovvero la salsiccia di fegato. (Antiche Terre del Lazio).

Dicembre- Santo Natale: concerto natalizio e Babbo Natale in piazza.

DOVE MANGIARE

  • DA PAJETTA, P.zza XXI maggio, tel.: 339/8730728-9. Riposo settimanale il lunedì.
  • B&B LA QUERCIA CHE RIDE, Loc. Grottelle snc. Tel.: 338/4652940.
  • B&B “LA STELLA DANZANTE”, Loc. Colle Stefano, n°5 Tel.: 328/9779124
    https://www.facebook.com/LaStellaDanzanteBedAndBreakfast

 

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