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Arsoli

www.comunediarsoli.rm.it

Veduta di Arsoli

Arsoli è attraversata da un importante asse viario che costituisce il collegamento del versante tirrenico con quello adriatico. La strada ricalca un’antica via di transumanza, usata dalle primitive comunità pastorali legate alla “cultura appenninica”. I reperti archeologici riscontrati nei due versanti attestano l’effettiva percorribilità di questa via di transito. Nel periodo storico, la strada conduceva alla importante città degli Equi: Carseoli e, per la prima volta, fu percorsa e resa carrabile dai Romani per conquistarne il territorio e fu attraversata, più volte, dal monaco S. Equizio che, “a cavallo della sua mula”, girava per la Valeria fondando monasteri. Fu percorsa anche dalle truppe di Corradino come rapida via di penetrazione per le scorrerie dei briganti. Le truppe francesi vi transitarono nel 1798 per entrare nel Regno di Napoli, a sostegno della Repubblica partenopea. La via fu usata dal generale Garibaldi e da altre truppe, durante le guerre risorgimentali e per di Svevia, prima e dopo la battaglia di Tagliacozzo; servì ultimo, vide il passaggio dei membri del Governo italiano e della Casa reale nel viaggio da Roma verso il Regno del Sud. Millenni di storia sono passati su questa importante arteria, ed Arsoli ne ha dovuto subire le alterne vicende. A testimonianza delle continue riprese intercorse nell’evolversi della storia, Arsoli ha assunto come emblema la Fenice, che poggia su di un rogo con la scritta: “POST FATA RESURGO” – Dopo la rovina risorgo -. La Fenice, infatti, il mitico uccello che moriva ogni 500 anni, lasciandosi bruciare su un rogo, per poi rinascere dalle proprie ceneri.

Castello dei Principi Massimo

 Le origini di Arsoli, per il nome, la storia e il territorio, sono legate all’antica città di Carseoli che sorgeva, sui piani del cavaliere, tra l’odierna Carsoli ed il comune di Arsoli, in località “Civita Carentia” e “Sèsera”. Dopo la sottomissione degli Equi, i Romani nel 298 a.C., sotto il consolato di L. Cornelio Scipione e Cneo Fulvio,costituirono un’importante colonia a Carseoli, mediante l’invio di migliaia di coloni, “Eodem anno Carseolos colonia in agrum Aequicolorum deducta” (Livio.13). L’antica via Tiburtina Valeria attraversava come ai tempi odierni, il centro di Arsoli. In località “Fonte Sonnola” fu rinvenuta la XXXVIII pietra miliare, attualmente innalzata nella piazza del paese, con la seguente epigrafe: XXXVIII – IMP. NERVA – CAES. AUGUSTUS – PONTIFEX MAXIMUS – TRIBUNICIA – POTESTATE COS. III – PATER PATRIAE – FACIENDAM CURAVIT.

Castello dei Principi Massimo

 Il territorio venne in seguito utilizzato dai Romani per la costruzione degli acquedotti dell’Acqua Marcia e Claudia, realizzati rispettivamente negli anni 145 a.C. e 38-52 d.C. A testimonianza delle antiche origini e dell’importanza strategica rappresentata da questo versante, Arsoli conserva numerose costruzioni e reperti del periodo romano e preromano. Con la caduta dell’impero, la regione, prima densamente popolata, subì un graduale abbandono. S. Benedetto da Norcia ritiratosi a Subiaco, dopo aver fondato sulle rovine della Villa di Nerone il primo monastero benedettino, costruì altri dodici monasteri nella Valle dell’Aniene. Secondo la “Cronaca” di Cherubino Mirzio, uno di questi monasteri, denominato S. Andrea, era stato realizzato nel territorio di Arsoli. Il Regesto Sublacense cita spesso fra i possedimenti del Monastero di Subiaco, il “Fundum Arsule”, il “Mons qui vocatur Arsule” ed il ” Castellum qui vocatur Arsule”. Alcuni documenti sono apocrifi, tuttavia l’appartenenza di Arsoli al Benedettini è confermata dalla lapide dell’abate Umberto del 1053. Nel 1280 il castello di Arsoli venne, venduto dai Benedettini ai Passamonti, ai quali seguirono gli Orsini ed i Colonna. Nel 1527 il paese fu colpito da una grave pestilenza e subì, nello stesso periodo, anche il saccheggio da parte delle truppe ispano-tedesche di Carlo V. Con atto dei 30 ottobre 1574, il castello di Arsoli fu venduto a Fabrizio Massimo e con la nuova famiglia inizia la rinascita del paese. Alle numerose opere pubbliche si affianca l’emanazione di un nuovo Statuto, pubblicato l’8 giugno 1584.

Viuzza

Nel 1591 Arsoli fu invaso dai banditi di Marco Sciarra; centinaia di abitanti morirono per la fame in seguito alla devastazione del territorio. Il paese nel 1656 subì una nuova terribile peste. Come attesta una lapide posta sulla facciata della canonica, nel brevissimo spazio di due mesi, dal 23 luglio fino al 24 settembre, morirono quasi tutti gli abitanti. Infatti di 900 ne, rimasero solo 145. I componenti della famiglia Massimo, nel 1686, assunsero il titolo di marchesi. Per tre lunghi mesi il paese, nel 1744, subì l’assedio da parte degli Spagnoli che procurarono anche ingenti danni. Il 20 febbraio 1798, Arsoli aderì ai nuovi principi introdotti dalla Francia repubblicana ed il giorno 24, dello stesso mese fu innalzato nella piazza del paese l’albero della libertà. Nello stesso anno truppe francesi attraversarono il paese per raggiungere il Regno di Napoli. Nel 1818 – infine – Arsoli divenne capoluogo di mandamento, ed ancor oggi sede di uffici amministrativi e giudiziari.

  • Popolazione: 1582 abitanti (Arsolani)
  • Altitudine: 470 m s.l.m.
  • Distanza da Roma: 60 Km
  • Confina a nord con il territorio del comune di Riofreddo, ad est con la regione Abruzzi, a sud con Marano Equo e Cervara di Roma, ad ovest con Roviano.
  • Informazioni turistiche presso il comune – Tel.0774.920006; Pro Loco piazza d’Amico 13. Tel./fax 0774/920290; prolocodiarsoli@libero.it www.prolocodiarsoli.it

 

DA VISITARE

CENTRO DI DOCUMENTAZIONE ARTI E TRADIZIONI

Il Centro di Documentazione delle Arti e Tradizioni di Arsoli (CEDAT) è provvisoriamente alloggiato al piano terra dell’antico palazzo di proprietà comunale ex Asilo San Filippo Neri in Piazza Valeria. Il Centro è nato nel 1995 per la salvaguardia, valorizzazione e gestione dei beni culturali di Arsoli, come mezzo di comunicazione diretta del dato culturale, terminale attivo e immediato ma, soprattutto polo di attività di ricerca, studio e documentazione di tutto il patrimonio arsolano.

Nelle sale sono sistemate le seguenti sezioni:

  • Sezione: Vita domestica
    Ricostruzione di ambienti della vita familiare (casa contadina) anche in relazione al lavoro e alle attività tipiche collegate all’economia domestica arsolana (ad es. filatura dei tessuti, ricami, etc.) all’economia domestica. Il costume.
  • Sezione: Arti e Mestieri
    Con ricostruzioni di ambienti e modalità produttive; le botteghe artigiane e i mestieri scomparsi. Evoluzione storica.
    Il lavoro dei campi come “Arte della terra” e le lavorazioni collaterali di utilizzo e trasformazione dei prodotti agricoli.
    La cantina e la stalla come appendici dell’economia domestica.
  • Sezione: Religiosità popolare
    Il culto e le credenze; la pratica religiosa; sacro e profano nella cultura contadina
    Le antiche confraternite: quelle scomparse e quelle ancora esistenti
    La vita parrocchiale nei secoli anche attraverso ricerche negli archivi parrocchiale e diocesano
  • Sezione: storico-archeologica
    Reperti storici e testimonianze documentali attraverso i secoli dai primi insediamenti ai nostri giorni con particolare riguardo agli aspetti politici e amministrativi della vita pubblica.

È in corso di realizzazione il progetto generale “Museo diffuso di Arsoli” che prevede la sistemazione definitiva delle sezioni del CEDAT in siti all’interno dell’antico borgo medievale secondo un itinerario che tocca anche tutti i monumenti notevoli di Arsoli e il Museo delle Tradizioni Musicali della Valle dell’Aniene (Borgo San Bartolomeo).

INFORMAZIONI

Centro Documentazione Arti e Tradizioni

È aperto al pubblico dal lunedì al venerdi dalle ore 9,30 alle ore 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30, il sabato dalle 9,30 alle ore 12,30. È possibile la visita in altri orari con prenotazione presso l’Ufficio Turistico tel. 0774 920290. Il Centro è gestito dalla Pro Loco di Arsoli con personale volontario del Servizio Civile Nazionale. Le visite guidate sono gratuite.

MUSEO DELLE TRADIZIONI MUSICALI DELLA VALLE DELL’ANIENE

Documenti e reperti dell’antica tradizione musicale della media Valle dell’Aniene hanno trovato ad Arsoli, nei locali ristrutturati dell’ex Mattatoio, uno spazio di valorizzazione e conservazione. Un ricco patrimonio culturale, questo, che sopratutto nell’Ottocento contribuì alla creazione del topos laziale del suonatore di zampogna. Il Museo, concepito in stretto rapporto con il Centro Regionale di Studi delle Tradizioni Musicali, è suddiviso in due sezioni musicali. La prima in cui gli oggetti e i manufatti esposti sono fortemente legati alle antiche confraternite e alle cerimonie religiose. La seconda sezione è dedicata all’aspetto musicale vero e proprio: gli strumenti musicali popolari e il repertorio musicale delle confraternite e della tradizione bandistica ottocentesca di Arsoli testimoniato dagli spartiti e dalle riduzioni musicali manoscritte.

INFORMAZIONI

Museo delle Tradizioni Musicali della Valle dell’Aniene
Sistema Museale Territoriale Medaniene:
Vecchio mattatoio, Via Aprutina inferiore, 21 00023 Arsoli – Rm
Tel. 0774.920003; fax 0774.920313
visitabile su richiesta la sezione allestita.

Il complesso architettonico che, con la sua grande mole, domina il centro storico di Arsoli è costituito dal Castello Massimo, dalla chiesa del Santissimo Salvatore, dalla casa canonica e da un oratorio, tutti disposti intorno alla graziosa piazzetta del Santissimo Salvatore.Adiacente ad esso la villa Massimo che dai piedi del castello si estende estende su tutto il colle di Belmonte. Si accede alla piazzetta attraverso un arco verso il quale convergono, radialmente, tutte le viuzze dell’antico borgo medievale. Il lato sud della piazzetta è delimitato dalla facciata della canonica e da un tratto di muro con merlatura guelfa, al pari di quella dell’arco di ingresso.

CONVENTO DI SAN BARTOLOMEO

Chiesa di San Bartolomeo

Il complesso del palazzo comunale e della chiesa di San Bartolomeo, una volta convento e chiesa di san Bartolomeo affidati ai padri francescani del Terzo Ordine Regolare, nel suo nucleo più antico risale, quasi certamente, all’epoca in cui il Poverello d’Assisi fu nelle nostre contrade ed a Subiaco.Chiesa e convento subirono numerosi restauri, dopo il 1574 e nel 1671, ad opera dei Massimo e, nel 1771, ad opera di un padre francescano, il padre Giuseppe Aymon, che trasformò radicalmente il convento e introdusse il barocco nella chiesa. L’intero complesso, nel 1878, in seguito all’esproprio seguito alla presa di Roma, fu ceduto dallo Stato al Comune di Arsoli che sistemò nel palazzo gli uffici comunali, la Pretura e qualche classe della scuola elementare; alcuni locali della parte posteriore, la peggiore, e la chiesa furono nuovamente affidati ai padri francescani.Il chiostro del convento fu coperto nel 1885 e trasformato in aula consiliare. Negli anni 1968 e 1969 i locali del Comune e della Pretura furono completamente restaurati ed un ulteriore restauro interessò la sola aula consiliare nel 1979. Nell’aula consiliare sono un dipinto di Alessandro Morani “Incipit vita nova” del 1912, un vecchio sipario di Frununangeli del 1910 ed una tela di N.S. di Guadalupe eseguita dal pittore messicano Luis Toral nel 1961. Nella chiesa si possono ammirare un affresco a medaglione assai antico, una tela riproducente san Francesco del pittore Morani del 1929, una artistica statua della Vergine Assunta ed una reliquia della martire Santa Eusebia. La chiesa è stata restaurata nel 1996.

IL CENTRO STORICO MEDIEVALE, sorto sul finire del X sec. e sviluppatosi ai piedi del castello e della chiesa, ha assunto l’aspetto di un grande triangolo con al vertice il castello, con i lati delimitati dalla gradinata della Salita al campo e dalla via degli Stecconi e la base dalla piazza Valeria. I due lati e la base costituivano, con le abitazioni, la cinta muraria con due sole aperture, “J’usciu e lla porta”, la porta principale, sorvegliata dalla “Guardiola”, il posto di guardia che si può notare ancora oggi come corpo avanzato sulla piazza, e la “Portella”, una porta più piccola che si apre sullo strapiombo del Fosso Bagnatore. Le due porte, la grande che si apriva in coincidenza dell’inizio di via Capitano Luigi Amici, e la piccola, posta sulla via della Portella, erano vigilate, a turno, dai cittadini proprietari di beni immobili, a norma dello Statuto del 1584. All’interno della cinta muraria esistevano, ed esistono ancora, viuzze parallele ad essa, la via della Chiesa, la via del Forno, la via della Piazzetta e la via della Portella, e viuzze radiali, convergenti verso la chiesa ed il castello, la via dell’Archetto, la via delle Carceri Vecchie, ora via Capitano Luigi Amici, e la via della Concia. Tutte le strade hanno, secondo l’uso medievale, il toponimo corrispondente alla caratteristiche o all’elemento più importante verso il quale conducevano.

Chiesa del SS Salvatore

L’attuale CHIESA DEL SS. SALVATORE è stata costruita nel 1580 su disegno di Giacomo della Porta, in sostituzione della precedente, anch’essa con lo stesso titolo, troppo piccola ed in rovina (del tempio originario è visibile una colonna in pietra salendo dalla sottostante via della Chiesa).La chiesa conserva un tabernacolo in legno dorato, copia di quello marmoreo della cappella del SS. Sacramento di S. Pietro in Roma, una tela, “La Trasfigurazione”, attribuita al Domenichino, due stazioni della Via Crucis del seicento, di autore ignoto, una lunetta riproducente il miracolo di S. Filippo Neri a Paolo Massimo, eseguito da Marco Benefial nel 1745, una copia della Sacra Sindone, eseguita nel 1635, una “Macchina” processionale con quadro settecentesco di N.S. di Guadalupe, pulpito, confessionali ed organo del seicento.

CHIESA DI SAN LORENZO

Chiesa di San Lorenzo

La chiesa risale a prima del cinquecento ed apparteneva alle chiese rurali poste fuori dalle mura ed intorno alle quali si svilupparono i borghi. A metà del cinquecento la chiesa era la più grande del paese tanto che il Vescovo di Tivoli mons. Croce, in occasione di una visita pastorale, propose di erigerla a chiesa parrocchiale al posto di quella del SS. Salvatore, prossima al castello. La chiesa, nel 1579, ospitò l’assemblea che designò il rappresentante della comunità presso il giureconsulto Luca Peto che avrebbe redatto lo Statuto del 1584. Il tempio fu restaurato due volte a cura dei Massimo, la prima nel 1580 e la seconda nel 1784 quando vi furono poste le travature e le colonne con le quali era statoi realizzato l’arco di trionfo in occasione della sosta di Pio VI nella località Molette. Il grande complesso che affianca la chiesa è l’ex Asilo San Filippo Neri, realizzato nel 1874 dalla principessa Francesca Lucchesi Palli in Massimo che vendette tutte le sue gioie per assicurare alla gioventù arsolana scuola materna, elementare e di ricamo. Il progetto dell’edificio è dell’architetto Fontana.

Chiesa di San Rocco

La piccola CHIESA DI S.ROCCO, situata nel Borgo omonimo , custodisce un ricco patrimonio di storia e di arte negli affreschi che ricoprono le pareti e la volta e nelle numerose memorie graffite ed a pennello che si possono leggere sulle pareti.Il sacro edificio è uno di quelli rurali nominati nel resoconto della Visita pastorale effettuata da Mons. Giovanni Andrea Croce, Vescovo di Tivoli, il 18 settembre 1566.La chiesetta, a quel tempo intitolata a S. Pietro, era in condizioni precarie ed il Presule tiburtino aveva deciso di riunirla, annetterla ed incorporarla, con il relativo beneficio, ed unitamente alle altre chiese rurali, alla parrocchia del SS. Salvatore. Uno studio recentissimo ha datato gli affreschi tra la fine del 400 e l’inizio del 500.

 

PRODOTTI TIPICI

Fagiolina arsolana

I piatti della cucina arsolana tipica sono alquanto semplici, unicamente confezionati con pochi ingredienti naturali, prodotti della “terra”, disponibili nelle famiglie “contadine” quali erano quelle dei nostri avi. Basti pensare alle diverse varietà di fagioli cui gli arsolani si sono massicciamente dedicati in passato anche per farne commercio. Tra esse spicca la “Fagiolina arsolana”tipico legume bianco, secco, un pò tondeggiante, di pasta delicata, facilmente digeribile, unicamente coltivato nelle campagne ai piedi del paese bagnate dal fosso Bagnatore e dal fiume Aniene che, raccolto dalla seconda metà di agosto veniva messo a seccare sopra i “pannuni” stesi lungo le strade e i vicoli. Salvo quelli tipicamente legati alle ricorrenze festive (la Pasqua, il Natale, etc.) e quelli “più sostanziosi” consumati nelle grandi occasioni, i piatti erano solitamente frugali. Nè le possibilità economiche ne il tempo a disposizione della donna , che doveva accudire al bestiame e dare un aiuto nei lavori dei campi, lasciavano molto spazio alla loro preparazione.

 

FESTE E SAGRE

Gennaio: Ju Pressepio Nostro – Rappresentazione vivente con la “CANTATA di NATALE”; 6   “La Befana torna sempre” – giochi, animazione e sorprese per tutti i bambini aspettando la Befana; 23 Festa di Sant’Antonio Abate – con tradizionale benedizione degli animali e distribuzione delle ciambelle della fratellanza.

Febbraio: Carnevale Arsolano, con sfilate di carri allegorici, gruppi in maschera e bande musicali.

Aprile: Festa della Primavera    con  “Sagra della Pizzafritta” – L’evento mira alla valorizzazione della gastronomia locale ed in particolare di “pizze, pizzigli e pizzafritte” in tutte le loro varietà. Intrattenimenti musicali di carattere popolare e folkloristico e rievocazioni di mestieri e lavorazioni contadine del periodo primaverile.Festa nazionale della piccola grande Italia.

Maggio: Festa nazionale della Piccola Grande Italia; Festa della SS Trinità con il tradizionale pellegrinaggio; Corpus Domini con infiorata delle strade; Ultima domenica: Fiera.

Giugno: 5 Fiera di San Filippo con merci, bestiame e prodotti dell’artigianato; Sagra della pizza fritta; Palio dell’amico: è una festa medievale che si richiama alla nascita della comunità di Arsoli certificata dal documento del Registro Sublacense datato 28 giugno 997. Si ispira ad Amico d’Arsoli, capitano di ventura e Signore di Arsoli vissuto nel XVI sec., tempo di pestilenze, incendi, assedi e di altrettante rinascite e grandezze, che già allora fecero diventare il “feudo” un punto di riferimento per gli equilibri politici del territorio. Nella giornata di sabato si snoda per le vie del paese il corteo storico, toccando gli antichi quattro borghi. Dame, cavalieri, tamburini, musici e figuranti in costume dell’epoca si uniscono ai “campioni”, ai “signori”, a “capitani” e “priori” accompagnati dal rullo dei tamburi ritmanti lo sventolìo delle bandiere. Alla sera segue Il Convivio nei Borghi, uno dei momenti più significativi per la vita dei borgaioli che si aprono all’incontro con la loro proverbiale ospitalità. A disputarsi il Palio nella giornata di domenica sono gli arcieri della Compagnia dei Quattro Borghi Storici di Arsoli, con giochi d’armi e di abilità. (Antiche Terre del Lazio).

Luglio: Festa della Birra: ultima settimana.

Agosto: Aniene Film Festival: L’Aniene Film Festival “Il cinema della terra” è dedicato al mondo contadino e al modo in cui il cinema ha saputo documentarlo e interpretarlo. Il territorio della Valle dell’Aniene e le sue radici agropastorali rappresentano il nucleo centrale della manifestazione. (Antiche Terre del Lazio).

Settimana dell’Arte e del Folklore: Il programma della Settimana propone al pubblico spettacoli folkloristici e di musica popolare, mostre di artisti, artigiani e creativi, estemporanea di pittura per grandi e bambini, visite guidate, rassegna di poesia dialettale ed altre iniziative di riproposizione di antichi usi e tradizioni.

Festa degli anziani: Pellegrinaggio di San Lorenzo al Santuario della SS. Trinità e S. Anna;

14 e 15 Festa di Maria SS. Assunta con processione dell’ “Inchinata”;

16 Festa di San Rocco;

24 Festa di San Bartolomeo Patrono di Arsoli;

25 Fiera di San Bartolomeo (merci, bestiame e prodotti artigianali);

RASSEGNA GASTRONOMICA CON SAGRA DELLA FAGIOLINA ARSOLANA.

ULTIMA DOMENICA: Festa di Ns. Signora di Guadalupe Compatrona di Arsoli.

Settembre: Festa della Montagna “Alle ARE”, organizzata dalla Pro Loco del Comune di Arsoli. Si valorizzano percorsi ed aree di interesse naturalistico alla riscoperta dei valori della montagna ed al godimento della natura.

Ottobre: 30 Fiera di Santa Incoronata (merci, bestiame e prodotti dell’artigianato).

Dicembre: 12 Festa Religiosa di Nostra Signora di Guadalupe

dal 24 Iniziative e manifestazioni natalizie. Presepi all’aperto.

Durante l’anno: Rassegna Cinematografica, Mostre d’Arte, Concerti e spettacoli, Teatro all’aperto, Serate eno-gastronomiche, Mercatino il venerdì, Escursioni ai percorsi naturalistici attrezzati, Visite Guidate alle bellezze di Arsoli ed al Centro di Documentazione delle Arti e Tradizioni.

 

DOVE MANGIARE

FONTE DELL’OLMETO, Piazza Amico d’Arsoli, tel.: 0774/920010. Riposo settimanale il lunedì.

RISTORANTE, PENSIONE “ANGELA” Via Sublacense, 5 km. 0.700 Tel. 0774/920070. Riposo settimanale il mercoledì.

RISTORANTE  “Il PORTICO” Via Sublacense km 1 Tel. 0774/921054. Riposo settimanale il lunedì.

 

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